Il punto di partenza di questa storia sono le cifre: il sindaco di Elmas - si chiama Valter Piscedda – parla di una disoccupazione giovanile al 54% – probabilmente si riferisce al dato regionale. E poi c’è il viavai di disoccupati in municipio.
Per il primo cittadino, una buona parte dei questuanti vorrebbe cercare lavoro all’estero ma non ha nemmeno i soldi per il biglietto. E così all’amministrazione locale è venuta in mente l’idea di pagare il costo del viaggio, di un corso in lingua, e le spese dei primi mesi ai giovani che vogliono partire.
L’iniziativa ha già un nome - ”Adesso parto” è un finanziamento di 12.000 euro. I soldi, a quanto sembra andranno sulla fiducia, visto che secondo il sindaco, il comune non chiederà “un contratto di affitto o un contratto di lavoro prima della partenza, perché speriamo che per loro sia davvero una bella avventura“.
Una parte della popolazione ha preso bene questa scelta, visto che ha il figlio da anni senza lavoro e magari vorrebbe partire ma non ci sono i soldi. Altri giustamente rilevano che se se ne vanno i giovani, in paese resteranno solo dei vecchi.
Tra i due fuochi c’è il sindaco, secondo lui “le politiche del lavoro nella nostra regione hanno fallito“. E visto che non si può accettare che i giovani “passino le giornate a bighellonare al bar“, la sua amministrazione vuole fare in modo “che vadano fuori, che imparino un’altra lingua, che acquisiscano nuove competenze”. Un giorno forse ritorneranno al loro paese con “il gruzzolo necessario“, “per costruire casa e metter su famiglia“.

Della serie è molto più facile dare un obolo che pensare a politiche del lavoro efficaci.

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