La cedolare secca è un regime fiscale facoltativo, che può essere scelto dal proprietario di un immobile dato in locazione e prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile), dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. La cedolare secca non sostituisce invece l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.

Come implicazione, la scelta per la cedolare secca comporta la rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’ISTAT dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente.

Se l’opzione viene esercitata negli anni successivi al primo, le imposte di registro e di bollo versate quando il contratto seguiva le regole ordinarie non sono più rimborsabili.

L’importo dell’imposta sostitutiva va calcolato applicando:

  • un’aliquota al 21% per canoni di locazione annui per i contratti disciplinati dal codice civile o a canone libero;
  • un’aliquota ridotta del 15%, ovvero del 10% dal 2014 al 2017, per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate: nei Comuni con carenze di disponibilità abitative (articolo 1, lettera a) e b) del dl 551/1988). Si tratta, in pratica, dei Comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei Comuni confinanti con gli stessi nonché gli altri Comuni capoluogo di provincia nei Comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe). La stessa aliquota è applicabile anche ai contratti di locazione stipulati nei Comuni per i quali è stato deliberato, nei 5 anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl 47/2014 (28 maggio 2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi.

L’imposta sostitutiva va versata con le stesse scadenze e modalità (acconto e saldo) dell’IRPEF. L’acconto va versato nella misura del 95% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. L’acconto non è dovuto nel primo anno di applicazione e se la cedolare per l’anno precedente non supera i 51,65 euro.

Fonte: Agenzia delle Entrate.