Tra le tipologie di contratto di locazione presenti in Italia aveventi finalità abitativa c’è il contratto 3+2 (durata e possibile rinnovo), anche detto di locazione a canone concordato perché non viene negoziato liberamente tra le parti, ma limitato dagli accordi territoriali, stipulati dalle associazioni in rappresentanza dei proprietari di case e quelle degli inquilini, che ne fissano:

  • il limite massimo mensile per metro quadrato, a seconda del tipo di immobile e della zona in cui esso è ubicato;
  • condizioni;
  • modalità e tempi della disdetta.

Con i contratti a canone concordato è possibile optare per la cedolare secca che rimarrà ancora per tutto il 2017 al 10%, poi dal 2018 salirà al 15%.

Nonostante la possibilità di applicare la cedolare secca con l’aliquota più bassa, non sempre il canone concordato conviene rispetto a quello libero che prevede l’applicazione della cedolare ordinaria del 21% e la possibilità di concordare il canone tra le parti.