La cedolare secca è un particolare regime fiscale agevolato applicabile ai contratti di locazione che consente di beneficiare di una imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali, imposta di registro e imposta di bollo con due aliquote:

  • cedolare secca 10% per contratti a canone concordato in Comuni con mancanza di soluzioni abitative o densamente popolati, per contratti d’affitto a studenti universitari e nei Comuni in cui vi sono state calamità naturali. Ricordiamo che, a meno di eventuali proroghe, il 2017 sarà l’ultimo anno in cui sarà possibile beneficiare dell’aliquota cedolare secca al 10%, che dal 2018 tornerà al 15%. Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha specificato che la cedolare secca 10% si applica anche agli affitti transitori disciplinati dalla legge n. 431 del 1998;
  • cedolare secca 21% per contratti d’affitto a canone libero.

La cedolare secca:

  • può essere applicata ad immobili appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (escluso A10) locate ad uso abitativo e le relative pertinenze;
  • non può essere applicata nel caso in cui il contratto do locazione sia stato stipulato ai fini dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni
  • Si applica anche agli immobili residenziali locati a cooperative edilizie ed enti non lucrativi, purché non procedano con la sublocazione a studenti universitari e/o Comuni.