La cedolare secca è un regime agevolato facoltativo che può essere esercitato dai locatari che scelgano di applicare un’imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali comunali e regionali, imposte di bollo e registro. Aliquota che si calcola sull’intero canone di locazione annuo stabilito dalle parti e cambia a seconda della tipologia di contratto di locazione stipulato:

  • 21% per canoni di locazione annui per i contratti disciplinati dal codice civile o a canone libero;
  • aliquota ridotta del 15%, ovvero del 10% dal 2014 al 2017, per i contratti di locazione a canone concordato.

La manovra correttiva della Legge di Stabilità 2017 (articolo 4 del DL 50/2017) ha introdotto novità anche in tema di tassazione per gli affitti brevi per i quali è previsto l’obbligo di versamento della cedolare secca con aliquota al 21%, come previsto dall’articolo 3 del Decreto Legislativo 23/2011.

Si tratta dei contratti di durata inferiore ai 30 giorni, per i quali non è obbligatoria la registrazione, ma per i quali è comunque prevista una tassazione che il più delle volte viene evasa.

La nuova norma infatti non introduce realmente un nuovo obbligo, ma inasprisce i controlli e introduce nuovi adempimenti per tutti gli intermediari nei contratti di affitto, sia che questa attività venga esercitata attraverso portali web (come avviene tipicamente su Airbnb), sia che avvenga mediante agenzie immobiliari o di intermediazione.

Fondamentalmente la novità è che la cedolare secca sugli affitti brevi dovrà essere inviata dal portale web o dall’agenzia immobiliare che fa da intermediario in qualità di sostituti di imposta. Da precisare che la ritenuta va sempre applicata, anche se il proprietario non intende avvalersi della cedolare secca, in questo caso l’importo versato costituirà un acconto sull’IRPEF complessivamente dovuta dall’interessato.

I gestori dei portali web e delle agenzie di intermediazione dovranno:

  • comunicare all’Agenzia delle Entrate i contratti di affitto breve conclusi grazie ai servizi offerti dagli stessi;
  • trattenere, in qualità di sostituti di imposta, dai canoni pagati la ritenuta del 21%;
  • rilascino a chi affitta la Certificazione Unica (CU) annualmente con gli importi percepiti e le ritenute effettuate.

Tale novità si applica dal 1° giugno 2017, ovvero sui contratti stipulati a partire da tale data, senza necessità che venga emanata una apposita circolare operativa dell’Agenzia delle Entrate. Le sanzioni per l’intermediario inadempiente ammontano a 2.000 euro.