L’opzione della cedolare secca consente ai locatari di avvalersi dell’imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali comunali e regionali, imposte di bollo e registro. L’aliquota di tale imposta sostitutiva si calcola sull’intero canone di locazione annuo stabilito dalle parti e cambia a seconda della tipologia di contratto di locazione stipulato:

  • 21% per canoni di locazione annui per i contratti disciplinati dal codice civile o a canone libero;
  • aliquota ridotta del 15%, ovvero del 10% dal 2014 al 2017, per i contratti di locazione a canone concordato.

Per contratto di affitto a canone concordato si intende quello stipulato nei Comuni ad alta densità abitativa, stabilendo degli importi standard per gli affitti, differenziati in base alla tipologia dell’immobile e al luogo in cui esso è ubicato. Il Comune e le associazioni più rappresentative a livello locale dei proprietari e degli inquilini stabiliscono insieme le modalità di valutazione degli immobili definendo un range di canone – minimo e massimo – per ogni tipologia individuata.

Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’aliquota agevolata del 10% può essere applicata anche in caso di contratti transitori stipulati nei Comuni con carenze di disponibilità abitative o in quelli ad alta tensione abitativa.

Con l’applicazione della cedolare secca per i contratti a canone concordato il locatario ha il vantaggio di non dover pagare imposte di registro, marche da bollo, addizionali regionali e comunali, nonché di poter applicare l’aliquota sostitutiva del 10% invece di quella prevista per il proprio scaglione IRPEF.

Dunque la cedolare secca sarà tanto più conveniente quanto più è alto il reddito da assoggettare a tassazione IRPEF.

L’inquilino dal canto suo può contare sulla certezza di avere di non subire aggiornamenti del canone di affitto sulla base dei dati ISTAT, per tutto il periodo di durata della locazione, inoltre in generale il vantaggio del canone cordato, per gli inquilini, è di ottenere un prezzo di affitto più basso di quelli di mercato, calcolati nella fascia compresa tra i minimi e i massimi individuati.

Ricordiamo infine che la durata del contratto di affitto a canone concordato è di 3+2, con rinnovo automatico.