Quando si ha diritto alla nuova cedolare secca al 10%? Questa agevolazione vale per i contratti a canone concordato del genere 3+2, stipulati solo nei comuni con un alta tensione abitativa La nuova cedolare al 10% vale solo per i contratti a canone concordato “3+2″, che possono essere stipulati solo nei Comuni ad alta tensione abitativa – l’elenco lo trovate qui.

Il valore del canone deve essere compreso nella forchetta stabilita negli accordi territoriali tra sindacati inquilini e le associazioni dei proprietari. Se l’affitto ha queste caratteristiche e il contratto era già in essere, il proprietario pagherà il 10% di aliquota e non il 15% che si pagava nel 2013.

La scelta della cedolare secca, secondo le dichiarazioni dei redditi 2012, è stata fatta solo da 65.000 contribuenti su circa 2 milioni di proprietari di abitazioni locate. Questo perché l’agevolazione non si applica ai contratti a canone libero – che in alcuni casi hanno valore doppio rispetto a quelli a canone concordato.

Chi volesse passare da canone libero a concordato dovrebbe effettuare la risoluzione (costo 67 euro) e poi stipularne uno nuovo a canone concordato. Per essere vantaggioso e spingere i canoni concordati oltre alla cedolare bisognerebbe pensare a ridurre Imu e Tasi.

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