Dal Consiglio del Ministri sarebbe dovuta uscire la bozza di un decreto da portare all’esame del G20. Una serie di misure, per il rilancio dell’economia del paese, in grado di tranquillizzare l’UE e non solo.Il nostro paese è sotto la lente d’ingrandimento, si teme che possa essere il secondo paese dell’Unione, dopo la Grecia, ad assaggiare il dramma del default.

Berlusconi ha portato qualche giorno fa una lettera d’intenti all’Europa, contenente una serie di misure salutate con piacere dai partner dell’Eurozona, a patto però che diventassero esecutivi. Il Premier, rientrato a Roma ha tentato d’inserire le proposte in un decreto legge.

Ma Napolitano (che ha già avviato delle consultazioni informali per un eventuale governo tecnico), ha ribadito la necessità di fare un “passaggio parlamentare” per queste misure anticrisi.

Così tutto il documento si è trasformato in un maxiemendamento alla Legge di Stabilità. Parole dure sono arrivate sia dal Ministro Calderoli, sia dal PD.

Intanto il Colle ha spiegato di nuovo la sua posizione: non si possono inserire in un decreto norme che possono avere un impatto pesante sullo stato sociale. L’esempio è la normativa sui licenziamenti facili.

Quel che si può apprendere dalla bozza del documento è la volontà di liberalizzare i servizi locali e le professioni, investire sulla banda larga, vendere gli immobili del patrimonio pubblico e varare alcune misure per il trasporto pubblico locale.