La Spagna e l’Italia sono i sorvegliati speciali, i paesi che nella cornice del Vecchio Continente, sono i più a rischio sul fronte della crisi. Ecco perché non ci voleva proprio l’ulteriore declassamento del debito sovrano della Spagna, operato dalla Standard&Poor’s.Il debito sovrano della Spagna è stato declassato per l’ennesima volta dall’agenzia di rating Standard & Poor’s. Stavolta però è stato abbassato di due livelli ed ora è al gradino BBB+. Perché questa decisione?

Perché Madrid, nel breve e medio periodo, potrebbe essere chiamata ad aumentare il debito pubblico per sostenere il sistema bancario nazionale. Quest’ultimo è un terreno molto a rischio e poco sostenibile. In più, in riferimento alla penisola iberica, si deve prendere nota dell’aumento del tasso di disoccupazione fino al 24%.

Il declassamento è stato annunciato al mondo finanziario soltanto dopo la chiusura della borsa di Wall Street, quindi gli effetti delle decisioni dell’agenzia di rating, i primi, si sono avuti sulle borse asiatiche. I timori espressi dalla Standard & Poor’s rischiano adesso di condizionare i mercati.

Non c’è più solo la situazione del bilancio spagnolo e il clima di crisi economica globale, ma c’è anche un risultato molto diverso rispetto alle stime di crescita e un aumento troppo consistente del debito pubblico.