Nel periodo che va da gennaio a luglio 2014 sono state circa 650 milioni le richieste autorizzate di cassa integrazione con oltre la metà fatte di cassa straordinaria. Un dato che relega in cassa a zero ore lavorative circa 530 mila dipendenti da inizio anno. Un taglio di reddito totale subito pari a 2,5 miliardi di euro calcolati suddivisi mediamente 4 mila e 700 euro netti in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore.

I dati elaborati da Inps e dall’Osservatorio cig (cassa integrazione) della Cgil nel rapporto di luglio parlano di come il totale di ore di cassa integrazione a luglio sia stato pari a 79.530.285 in aumento sul mese precedente del +6,74%. Nei primi sette mesi dell’anno si sono registrate 642.030.774 ore di cig per un -7,78% sullo stesso periodo dello scorso anno. Nel dettaglio emerge che la cassa integrazione ordinaria (cigo) cala a luglio su giugno del -9,68%, per un totale pari a 20.234.728 di ore. Da inizio anno la cassa integrazione ordinaria invece ha raggiunto quota 162.220.949 di ore per un -29,86% sul periodo gennaio-luglio del 2013.

La richiesta di cigs (cassa integrazione straordinaria) sempre su luglio ha raggiunto invece il 55% dalle ore concesse sul totale registrato. Il 38% in più sul mese di giugno pari a 50.383.751 mentre da inizio anno si sono totalizzate 358.031.572 ore autorizzate per un +19,79% sullo stesso periodo dello scorso anno. Infine la cassa integrazione in deroga (cigd) ha registrato a luglio un calo sul mese precedente pari a -42,93% per 8.911.806 di ore richieste. Nei sette mesi trascorsi da inizio anno, rispetto allo stesso periodo dello scorso, la flessione della cigd è stata del -26,65% per complessive 121.778.253 di ore.

Le parole del segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino: “Ancora una volta registriamo un trend medio di ore richieste, stabile da anni sulle 80 ore al mese, che punta anche per quest’anno a superare la soglia di un miliardo di ore. Un segnale inequivocabile di una crisi strutturale, come emerge chiaramente dall’andamento della cassa straordinaria. Difesa e rilancio del sistema produttivo, tutela e creazione di lavoro, devono essere il binomio strategico per portare il paese fuori dalla crisi. Meccanica, commercio e edilizia, risultano essere i settori più colpiti. Il governo non perda altro tempo e rilanci subito una politica industriale. I dati  dicono che sempre di più bisogna agire con urgenza: il lavoro, la sua centralità, sono la sola via per offrire al paese una prospettiva positiva. Eppure in questi giorni di tutto, e del suo contrario, si sta discutendo tranne che dell’emergenza occupazione, ovvero del bisogno non di intervenire ancora una volta sulle regole ma di determinare piani per creare occupazione”.