Come cambieranno i nostri ammortizzatori sociali con l’avvento del Jobs act? Dopo aver parlato delle indennità di disoccupazione ci occupiamo oggi della cassa integrazione. Il regime attuale prevede la possibilità di concedere una cassa integrazione guadagni ordinaria – per i settori dell’industria, dell’agricoltura e dell’artigianato – nei casi in cui ci sia una sospensione (o riduzione) dell’attività – ma si suppone una ripresa in tempi brevi.

Al lavoratore viene erogato l’80% dello stipendio di cui avrebbe avuto diritto per le ore di lavoro che non presta. L’integrazione è concessa solo fino a 13 settimane consecutive, e in alcuni casi è prevista una proroga fino a 12 mesi. Con il Jobs act si prevede che l’accesso alla Cig ordinaria possa avvenire solo dopo aver esaurito le possibilità di riduzione dell’orario di lavoro. Si prevedono anche incentivi per l’uso di strumenti telematici e digitali, una revisione dei limiti di durata e una riduzione degli oneri contributivi ordinari.

La Cig straordinaria è riservata ad imprese del settore industriale che operino con più di 15 addetti – mentre per le imprese commerciali il limite degli addetti sale a 50. Ha una durata variabile – con un massimo di due anni, ma ci sono possibilità di proroga. Vi si può accedere nei seguenti casi: crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione aziendale. Fino al 2015 può essere utilizzata anche in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria e concordato preventivo. Con il Jobs act si prevede la fine di questo genere di integrazioni salariali se c’è la cessazione definitiva dell’attività aziendale – o di un ramo. Anche in questo caso poi si prevede una revisione dei limiti di durata e l’identificazione di incentivi alla rotazione.

La cassa integrazione guadagni in deroga infine è destinata ai lavoratori che non possono accedere alle due precedenti forme di integrazione – unica regola è che le aziende siano in attività da più di un anno. La sua durata massima dovrebbe essere di cinque mesi e può essere erogata solo a lavoratori che abbiano almeno un anno di anzianità. L’ammortizzatore non viene erogato per dipendenti di studi professionali oppure in caso di cessazione dell’impresa. Questo ammortizzatore dovrebbe sparire alla fine del 2016 ed al suo posto dovrebbe esserci un altro strumento: i fondi bilaterali di solidarietà per le aziende con oltre 15 addetti. Resta da definire l’ambito della loro applicazione ed un termine certo per il loro avvio.