Buone notizie per l’economia italiana, almeno per quanto riguarda le aziende del nostro Paese, che secondo i dati ministeriali esaminati dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro nel rimo semestre del 2016 sarebbero ricorse per il 40% in meno alla cassa integrazione.

Nello specifico il numero delle imprese che ha dato fondo ad ammortizzatori sociali è passato da 6915 a 4116: un calo che segna un’inversione di tendenza rispetto alla crescita costante degli ultimi quattro semestri.

Nel 2014 l’analogo primo semestre era iniziato il processo di crisi lavorativa: le richieste si attestavano a 4.377, per poi passare l’anno dopo a 5.003, mentre a giugno del 2015 si toccava l’apice delle 6.915 aziende con ammortizzatori sociali, con un successivo calo fino a 5.300.

L’Osservatorio ritiene che il calo sia da attribuire a una migliore situazione economica in generale e “una maggiore responsabilità delle imprese nell’utilizzo della cassa integrazione, alla luce delle nuove regole”.

In aumento del 5,4% anche i contratti di solidarietà, che sono stati inseriti nel 52% delle aziende monitorate. Diminuiti invece i decreti per fallimento, passati da 155 a 24, mentre l’unica nota negativa è costituita dai decreti di concessione per ristrutturazione, passati dai 147 del 2015 ai 183 del 2016 (+24,8%).

Non si possono però dimenticare i dati forniti dalla Cgia, che attestano come gli investimenti in Italia siano calati di quasi 110 miliardi di euro tra il 2007 e il 2015, ovvero quasi del 30% in meno: si tratta dell’indicatore economico più negativo e che maggiormente impensierisce gli esperti.