Cala il ricorso alla cassa integrazione in Italia a gennaio.
Insieme all’aumento delle ore lavorate, uno dei primi segnali di “una lieve ripresa” della domanda di lavoro, che “non si sono riflessi sull’occupazione complessiva – secondo l’analisi del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha pubblicato i dati relativi alle ore di Cig effettivamente utilizzate dalle aziende nel terzo trimestre 2013 – perché la ripresa del ciclo economico è accompagnata inizialmente da un aumento dell’intensità di utilizzo del fattore lavoro”, vale a dire “riassorbimento delle unità poste in Cig e maggiore utilizzo dello straordinario”.
“Solo con il consolidarsi della fase espansiva e con il miglioramento delle aspettative – sottolinea il documento -, le imprese decideranno di assumere nuovo personale. Per questa ragione, si registrano maggiori ritardi nell’aggiustamento dei livelli occupazionali rispetto all’andamento del ciclo economico”.
Al cauto ottimismo del ministero fa da contraltare lo scenario disegnato dal report della Cgil sulle ore di Cig relative a gennaio (dati Inps), che, se da un lato conferma un deciso calo del ricorso alla cassa integrazione anche lo scorso mese, dall’altro evidenzia che le 81 milioni di ore chieste sono l’equivalente di 440mila lavoratori in cassa a “zero ore”.
Ogni lavoratore in cassa per l’intero 2013, specifica la Cgil, ha perso in media 700 euro in busta paga e l’aumento delle domande di disoccupazione, complici le scarse risorse per la cassa in deroga, compenserebbero il calo delle richieste di Cig.

Una tiepida ripresa. Nel terzo trimestre dell’anno scorso, rileva il ministero del Lavoro, le ore di cassa integrazione effettivamente utilizzate dalle imprese hanno fatto segnare un deciso calo, con una tiepida ripresa della domanda di lavoro (+0,7 nel settore costruzioni).
“Il saldo tra attivazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro – specifica il documento del ministero – è tornato a essere positivo e le ore lavorate sono in aumento”.
A trainare la ripresa del mercato del lavoro è soprattutto il settore manifatturiero, “ma le ore lavorate sono in aumento anche nel settore delle costruzioni, che nel terzo trimestre ha fatto registrare il primo aumento congiunturale (+0,7%) dopo otto trimestri consecutivi di contrazione”.
“Resta invece debole – rileva il ministero del Lavoro – la situazione nei servizi, dove si riscontra una aspettativa di miglioramento occupazionale soltanto nel comparto del commercio”.

Calo Cig per licenziamenti. Per la Cgil il calo delle ore di cassa integrazione guadagni rilevato dal ministero del Lavoro sul terzo trimestre 2013 e da un’analisi dello stesso sindacato sui dati diffusi dall’Inps sul mese di gennaio, è dovuto principalmente alla decisione di tante aziende di licenziare, un trend confermato dall’aumento delle domande di disoccupazione, e dalle scarse risorse a disposizione per la cassa in deroga.
La Cgil, rielaborando i dati Inps sul ricorso alla Cig, ha ricordato che a gennaio le aziende hanno chiesto 81,3 milioni di ore di cassa integrazione guadagni, -5,28% su dicembre e -10,36% su gennaio 2013 ma equivalenti a 440mila lavoratori a zero ore: il reddito complessivo perso, sottolinea il sindacato, è stato di 311 milioni di euro, vale a dire 700 euro in meno in busta paga per ogni lavoratore in cassa integrazione per tutto l’anno.
E la richiesta di ore per la cassa integrazione straordinaria (Cigs), evidenzia il report, è stata di 43,8 milioni, in crescita sia su dicembre (+9,88%), sia su gennaio 2013 (+0,84%): un’ulteriore conferma che “la situazione del lavoro è davvero drammatica”.

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