La crisi non da tregua ai lavoratori italiani.
Nei primi quattro mesi dell’anno essi hanno perso, grazie alle 350 milioni di ore di Cassa integrazione autorizzate, 1,3 miliardi di euro.
Nello stesso periodo del 2013 le ore di Cassa autorizzate erano 365 milioni.
Per gli oltre 500mila lavoratori in Cassa integrazione a zero ore, ha ricordato lo scorso fine settimana la Cgil rielaborando i dati Inps sulla Cig, da gennaio sono andati in fumo circa 2.600 euro di reddito netto.

La situazione è ancora molto grave”, ha dichiarato il segretario confederale Elena Lattuada, ricordando che ad aprile 2013 il numero di lavoratori soggetti al provvedimento e la loro perdita in termini di reddito netto erano più o meno gli stessi di quest’anno: un’ulteriore conferma, per il sindacato, che la crisi non è finita e che le tasche degli italiani, in uno scenario segnato da crescita zero e recessione, sono sempre più vuote.
La crescita esponenziale della cassa integrazione straordinaria – ha poi aggiunto il segretario – segnala la permanenza di un livello strutturale della crisi, economica e produttiva. Nello specifico preoccupa enormemente la situazione in cui versano alcuni settori e aree del Paese, siderurgia ed edilizia (foto by InfoPhoto) in primis, realtà diverse tra loro ma accomunate da una generale sottovalutazione dello stato di crisi in cui versano”.

La Cgil, di fronte a questo quadro ancora negativo, torna dunque a sollecitare il rifinanziamento della Cassa in deroga, ricordando che il mese scorso l’Inps ha autorizzato 86,8 milioni di ore di cassa, -13,3% su marzo.
Nel primo quadrimestre 2014, ha ricordato la sigla sindacale, alle imprese sono state autorizzate oltre 351 milioni di ore di cassa integrazione, -4,44% rispetto allo stesso periodo del 2013, rilevando un calo del 27,08% della cassa ordinaria (Cigo) e un aumento del 18,16% delle richieste di cassa integrazione straordinaria (Cigs).
In calo, infine, la Cassa integrazione in deroga (Cigd), che riguarda circa un milione di lavoratori: da gennaio ad aprile 2014, ha sottolineato la Cgil, essa è diminuita dell’8,3% sullo stesso periodo del 2013.