Ian Warmerdam, co-gestore del fondo Henderson Horizon Global Technology, commenta il recente successo di Apple nella disputa contro Samsung per la violazione di brevetto, un importante sviluppo per quanto riguarda le controversie sulla proprietà intellettuale tra Apple e la piattaforma Android.

La corte ha deciso in merito alla presunta violazione di 7 brevetti concernenti le funzioni del touch screen, l’interfaccia grafica utente e il design dei dispositivi. La giuria si è pronunciata a favore di Apple per quanto concerne 6 dei 7 brevetti, emettendo giudizio sfavorevole nei confronti di Samsung per tutti i relativi controricorsi (in relazione a 5 brevetti). Samsung dovrà pertanto pagare danni per almeno $1,05 miliardi e Apple cercherà probabilmente di ottenere un’ingiunzione volta a vietare la vendita di diversi dispositivi Samsung negli USA.

Pur trattandosi di una vittoria decisiva per Apple, non riteniamo che nel breve termine si manifesteranno conseguenze di rilievo. Innanzitutto, la sentenza trova applicazione unicamente negli USA, paese in cui Apple dispone già di un’elevata quota di mercato. In secondo luogo, le potenziali ingiunzioni non si applicano (perlomeno in questa fase) ai dispositivi Samsung più nuovi e maggiormente venduti (ad es. Galaxy S3 e Note). In terzo luogo, ci sarà probabilmente un appello e quindi ancora molti mesi (o forse anni?) di controversie legali.

Nel lungo periodo le conseguenze potrebbero essere più significative, e la sentenza regala chiaramente ad Apple un nuovo slancio. Tuttavia, poiché molto dipende dalle future battaglie legali, risulta molto difficile fare pronostici attendibili. Lo scenario più negativo, ma anche il meno probabile, è quello di un significativo deterioramento nella qualità dell’interfaccia utente Android. I brevetti Apple includono funzioni quali il pinch-to-zoom che, se rimosse, comprometterebbero di molto l’esperienza dell’utente. Più probabili potrebbero essere il pagamento di royalty da parte di Samsung e altri della schiera Android ad Apple per ciascun dispositivo venduto e/o una maggiore focalizzazione su soluzioni “work around” per le varie violazioni brevettuali.

Anche se guardare più in là nel futuro risulta molto speculativo, sembra, almeno a margine, che i costi associati allo sviluppo della piattaforma Android siano destinati ad aumentare (a causa delle soluzioni “work around” e/o del pagamento delle royalty), a vantaggio di Apple.

Si tratta quindi di una situazione decisamente positiva per Apple, decisamente negativa per gli operatori della sfera Android (tra cui Google, Samsung, HTC e altri) e potenzialmente positiva per coloro che sono maggiormente allineati con Microsoft (tra cui Nokia). Comunque, poiché le conseguenze rilevanti sono attualmente scarse e rimangono ignote nel lungo periodo, al momento non stiamo apportando modifiche al posizionamento del fondo. Apple è la nostra posizione più estesa e rimaniamo overweight su Samsung, Google e Microsoft. Le notizie del momento non vanno a discapito della nostra tesi di lungo periodo, che vede sia Samsung che Apple sottrarre quote di mercato agli attori più deboli nel mercato dell’elettronica di consumo.