In questo particolare momento storico sembra che l’Italia stia perdendo diversi pezzi della sua storia industriale, partendo dall’Ilva di Taranto che rappresenta l’acciaieria più grande d’Europa oltre che l’indotto maggiore della Regione Puglia, fino all’Alcoa di Portovesme

Anche in Sardegna, in questo momento, non ci sono buone notizie sul fronte industriale visto che la Glencore, l’azienda svizzera che sembrava interessata all’acquisto dell’acciaieria di Portovesme, si è ritirata dall’offerta a causa del costo troppo elevato delle spese energetiche.

Il Ministero dello sviluppo economico ha provato a rassicurare i cittadini spiegando che ci sono altri possibili acquirenti e che comunque sarà concordato un piano per tutelare tutti i lavoratori dell’azienda che non erano dipendenti.

I sindacati hanno strappato a Passera un accordo riguardo il reddito da garantire agli interinali e agli altri lavoratori che sono “in consulenza”.

L’Alcoa, da parte sua, ha deciso di mettere sul piatto ben 1,5 milioni di euro che serviranno a pagare la cassa integrazione oppure altri ammortizzatori sociali definiti per i lavoratori delle imprese. In generale ogni dipendente/lavoratore, avrà una specie di versamento “una tantum” di circa 6000 euro.

Questa quota si dimezza, arrivando a 3600 euro nel momento in ci si parla di interinali. Un assegno di questa entità è previsto per i 66 lavoratori certificati censiti al 31 maggio 2012.