Anche il Censis conferma le difficoltà del comparto immobiliare in Italia. Nonostante il tasso di riferimento per la concessione dei mutui, l’Euribor, si mantenga basso a livelli record, i differenziali applicati dalle banche e i requisiti per ottenere un finanziamento allontanano l’acquisto della casa.

“A fine anno – stima il Centro studi e investimenti sociali – le transazioni immobiliari si attesteranno sulle 485.000 unità, tornando così ai valori precedenti a quelli del ciclo espansivo che arrivò, nel 2006, a registrare il picco di 870.000 compravendite. Nel periodo 2008-2011 il numero di mutui per l’acquisto di abitazioni è diminuito di oltre il 20% rispetto al quadriennio 2004-2007. Nel primo semestre del 2012 la domanda di mutui ha fatto registrare un’ulteriore contrazione del 44% rispetto allo stesso periodo del 2011.”

Numeri impietosi che accomunano tutti i rapporti di settore relativi all’ultimo anno. Secondo le stime dell’ultimo Rapporto immobiliare 2012 di Nomisma per assistere a una ripresa delle compravendite bisognerà attendere il 2015 mentre la discesa dovrebbe estendersi anche al 2013.

La stabilizzazione del numero di famiglie che hanno intenzione di comprare casa non appare pertanto essere un segnale di svolta: “Sono 907.000 le famiglie intenzionate a comprare casa nel 2012: erano 1,4 milioni nel 2001, sono poi scese a circa 1 milione nel 2007 e il consuntivo per il 2011 è stato di 925.000” riporta il Censis. Solo il 53,% delle famiglie che hanno dichiarato intenzione di comprare casa sono poi riuscite a portare a raggiungere l’obiettivo, una percentuale in calo dal 65,2% del 2011. “Gli acquirenti sono in prevalenza già proprietari (8 su 10) – illustra il rapporto – per due terzi sono famiglie con due percettori di reddito, per il 61% appartenenti al ceto medio, per il 26% collocati nella fascia di reddito alta, per il 13% con reddito medio”.