Che casa vogliono gli italiani? Un’abitazione in buono stato, con una superficie compresa tra i 90 e i 120 metri quadrati, in quartieri semi-centrali delle città, ben collegati dai mezzi di trasporto pubblico ed efficiente dal punto di vista energetico. Insomma, a fronte di un’offerta che supera di gran lunga la domanda, gli acquirenti sono diventati più esigenti e cercano la qualità al giusto prezzo. E’ l’identikit della casa ideale per gli italiani che emerge da un sondaggio realizzato da idealista.it e Crif Valutazione Immobili su un campione statistico di 731 interviste in 147 differenti zone d’Italia per comprendere meglio chi, in questo momento, è il potenziale acquirente di un immobile ad uso residenziale. Capire cosa cerca e quali sono gli ostacoli che incontra al momento di acquistare. L’indagine si è svolta tra il 27 febbraio e il 18 marzo.

Innanzitutto la vivibilità entra a pieno titolo negli standard qualitativi che determinano la scelta della casa. Esigenze che si scontrano tuttavia con le possibilità economiche. Dalla ricerca emerge, infatti, che quello che in questa delicata fase, caratterizzata da una grande incertezza sullo fronte economico, sembra mancare è un budget sufficiente. Mediamente ammonta a 187 mila euro la disponibilità di spesa delle famiglie per l’acquisto dell’abitazione, con un gap inferiore del 25% circa rispetto al valore medio di mercato di questo “immobile tipo” che, secondo i dati di Sintesi RE – l’osservatorio trimestrale realizzato da Crif sul credito immobiliare – si aggira attorno ai 250 mila euro.

Secondo Stefano Magnolfi, direttore real estate services di Crif in questo momento “uno dei principali elementi di debolezza del mercato immobiliare è indiscutibilmente legato alla sostenibilità del mutuo che, nella maggior parte dei casi, è indispensabile per finanziare l’acquisto della casa”. La maggiore preoccupazione per le famiglie rimangono le perduranti difficoltà del mercato del lavoro e della debole dinamica dei redditi. D’altro canto le prospettive di crescita per l’Italia sono modeste e tutte le previsioni di breve e medio periodo sono state riviste al ribasso. “Anche da questo deriva il peggioramento del clima di fiducia da parte dei consumatori che, alla luce di questo scenario non favorevole, sono stati indotti ad adottare un approccio estremamente cauto, rinviando a momenti più favorevoli l’investimento per l’abitazione” aggiunge Magnolfi.