Quando si affitta una casa per le vacanze è necessario creare un clima di fiducia tra affittuari e proprietari dell’immobile. Una fiducia che trova solide basi sul contratto d’affitto da firmare in duplice copia e conservare da entrambe le parti che in questo modo si mettono reciprocamente al riparo da discussioni, contestazioni e controversie legali.

Confedilizia (la Confederazione italiana della proprietà edilizia) rende disponibili presso le oltre 200 sedi territoriali tre diversi modelli contrattuali, differenziati in base alla durata del soggiorno:

    • week-end (1-2 giorni), il contratto tipo evidenzia che il canone è comprensivo di qualunque onere accessorio e delle utenze (luce, acqua, gas), che l’appartamento è sprovvisto di biancheria da bagno e da letto e che l’ospite deve provvedere al riassetto quotidiano dell’appartamento (in questo modo si distingue l’affitto dell’appartamento per le vacanze dall’attività di affittacamere di B&B). Viene inoltre precisato che il canone non comprende la fornitura di pasti e bevande da parte del padrone di casa, nonché la sorveglianza e custodia dell’alloggio;
    • vacanze brevi (da 10-15 giorni a un mese), qui vengono introdotte clausole specifiche relative alla disdetta del contratto, all’entità delle spese accessorie e all’utilizzo, se esistenti, di spazi accessori, come cantina, autorimessa, o posto macchina. Il canone può non comprendere il servizio di pulizia e le utenze;
    • villeggiatura (oltre un mese), qui il contratto tipo si avvicina molto a quello di locazione classico, ma specifica che non si tratta di uso abitativo ma di locazione con finalità turistica, regolata dal Codice Civile. Nel contratto sono inserite clausole dettagliate sulle modalità di pagamento del canone, sulla sua rivalutazione in corso di contratto e sul deposito cauzionale. Il canone solitamente non comprende le spese relative al servizio di pulizia e le utenze domestiche.

Fonte: Confedilizia.