Per chi affitta un’immobile sono previste alcune interessanti detrazioni fiscali, sia dal lato del proprietario di casa che dell’inquilino.

Detrazioni per i proprietari

Se non si è optato per la cedolare secca,  il proprietario dell’immobile dovrà calcolare le tasse da versare all’Erario sul valore più alto tra i due seguenti importi:

  • la rendita catastale, rivalutata del 5% (per gli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico va considerato il 50% della rendita catastale rivalutata );
  • il canone di locazione ridotto del 5% (25%, per i fabbricati situati nella città di Venezia centro e nelle isole della Giudecca, Murano e Burano; 35%, se l’immobile è riconosciuto di interesse storico o artistico).

Se l’immobile è situato in uno dei Comuni ad alta densità abitativa e il contratto stipulato è canone concordato, in base agli accordi territoriali definiti tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini più rappresentative a livello nazionale, il reddito imponibile derivante al proprietario dai contratti stipulati o rinnovati ai sensi del comma 3 dell’art. 2 a seguito di accordo definito in sede locale, è ulteriormente ridotto del 30%.

Inoltre il corrispettivo annuo da considerare per il calcolo dell’imposta di registro è pari al 70% del totale. Con una riduzione del 30% della base imponibile se l’immobile locato è ad uso abitativo e si trova in un Comune ad alta tensione abitativa.

Nel caso in cui si sia esercitata l’opzione della cedolare secca, questa si applica sul 100% del canone incassato ma con le seguenti aliquote:

  • 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti per gli immobili per i contratti disciplinati dal codice civile o a canone libero;
  • 15%, ovvero del 10% fino al 2017, per i contratti di locazione a canone concordato.

Le persone fisiche non esercenti attività commerciale che acquistano, costruiscono, o ristrutturano un immobile da dare poi in affitto a canone concordato possono contare su una deduzione IRPEF del 20% (art. 21 del D.L. n. 133/2014, con istruzioni nel DM 8 settembre 2015, in Gazzetta Ufficiale n. 282/2015). Prevista anche Possono una deduzione, IRPEF al 20% sugli interessi passivi sui mutui stipulati per l’acquisto delle stesse unità immobiliari. Il beneficio spetta solo nel caso in cui la spesa sia sostenuta nel periodo dal 1° gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2017, per un massimo di 300.000 euro. Il beneficio fiscale va ripartito in 8 quote annuali di pari importo, partendo dall’anno in cui viene stipulato il contratto di locazione. La deduzione spetta una sola volta per ciascun immobile e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per la stessa tipologia di spesa (ad esempio il Bonus Ristrutturazioni).

Detrazioni per gli inquilini

Purché l’immobile sia destinato ad abitazione principale chi prende in affitto un immobile (giovani fino a 30 anni, studenti universitari fuori sede, inquilini a basso reddito, lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro, etc.) ha diritto ad alcune agevolazioni fiscali. Ad esempio in caso di inquilini a basso reddito che adibiscano l’immobile ad abitazione principale si applicano le seguenti detrazioni IRPEF:

  • 300 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • 150 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro, ma non superiore a 30.987,41 euro.

Se gli stessi inquilini stipulano un contratto a canone concordato si applicano le seguenti detrazioni IRPEF:

  • 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • 247,90 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 ma non superiore a 30.987,41 euro (oltre non spetta alcuna detrazione).

Sa stipulare il contratto di locazione per adibire l’immobile a prima casa (diversa da quella dei genitori) è un giovane di età compresa tra i 20 anni e i 30 anni (anche per una sola parte del periodo di imposta), la detrazione IRPEF spettante è pari a 991,60 euro, per i primi 3 anni, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro.

Se il contratto è stato stipulato da un lavoratore dipendente che si è trasferito per motivi di lavoro, questo può fruire di una detrazione pari a:

  • 991,60 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro;
  • 495,80 euro se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro.

Come requisiti viene richiesto:

  • di trasferire la propria residenza nel Comune del lavoro o limitrofo;
  • che il nuovo Comune di trovi ad almeno 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque fuori dalla propria regione;
  • che la residenza nel nuovo Comune sia stata trasferita da non più di 3 anni dalla richiesta della detrazione.

Se il contratto viene stipulato da studenti universitari la detrazione IRPEF è pari al 19% calcolata su un importo massimo di 2.633,00 euro. Tale agevolazione può essere fruita sia dallo studente stesso che dal familiare che lo abbia fiscalmente a carico. I requisiti richiesti:

  • l’università si deve trovare in un Comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza dello studente;
  • il Comune di residenza dello studente deve appartenere, in ogni caso, ad una Provincia diversa da quella in cui è situata l’università;
  • il contratto di locazione deve essere stipulato, o rinnovato, a canone “convenzionale”, ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431.

Gli inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale hanno diritto ad una detrazione IRPEF pari a:

  • 900,00 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro;
  • 450,00 euro se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro.

Fonte: Agenzia delle Entrate.