Pochi giorni fa, il Parlamento Europeo, ha approvato un provvedimento per ridurre le commissioni che le banche possono addebitare ai rivenditori per l’elaborazione delle operazioni di pagamento con le carte elettroniche. Questo voto è solo un primo passaggio che attende la ratifica del Consiglio Europeo. Una volta superato questo scoglio, la commissione massima che le banche potrebbero attuare sarebbe dello 0,3% per le transazioni con carte di credito e di sette centesimi per le carte di debito. Questo voto è il risultato del braccio di ferro tra due lobby: le società che offrono servizi finanziari collegati ai pagamenti elettronici, e la grande distribuzione organizzata.

Cosa cambierà per noi consumatori? Secondo la Federdistribuzione (ovvero i commercianti): “La riduzione delle commissioni interbancarie rappresenta uno stimolo allo sviluppo dei pagamenti elettronici, un elemento fondamentale nell’ambito della lotta all’evasione fiscale e una opportunità per i consumatori“. Ovviamente di avviso opposto è chi riceve le commissioni per l’uso dei pagamenti elettronici: “il vantaggio è solo della grande distribuzione, mentre i consumatori si vedranno con tutta probabilità aumentare i costi relativi alle commissioni bancarie“. Questo perché i costi relativi alla gestione del conto corrente o della carta di pagamento, come accaduto in altri paesi del mondo in cui il tentativo di abbassare i costi di commissione è già avvenuto, si sono poi ribaltati sui consumatori.

E il risultato finale sarebbe l’aumento dell’uso del contante… Secondo il sottoscritto invece cambierà poco o nulla…

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