Sempre più caro il carrello della spesa degli italiani. A settembre i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (alimentari e carburanti) sono saliti su base mensile dello 0,8% e il tasso di crescita su base annua risulta del 4,7%, dal 4,2% di agosto. L’indice dei prezzi al consumo, secondo la lettura flash diffusa oggi dall’Istat, risulta invece invariato su base mensile a settembre. Su base annua l’inflazione risulta del 3,2%, in linea con il dato di agosto. L’inflazione acquisita per il 2012 si conferma al 3%.
L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende all’1,9% (dal 2,1% di agosto). La stabilizzazione dell’inflazione a settembre risente principalmente della flessione congiunturale dei prezzi dei servizi, in larga parte legata a fattori stagionali, i cui effetti sull’indice generale risultano controbilanciati dall’aumento mensile dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+3,6%), dovuto all’aumento dei prezzi di tutti i carburanti.

Salgono prezzi istruzione, alimentari, bevande e ristorazione

I maggiori incrementi congiunturali riguardano i prezzi dell’Istruzione (+1,1%), dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,6%), dei Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,5%) e di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,4%) (Prospetto 1). In diminuzione sul mese precedente risultano i prezzi dei Trasporti (-1,3%) e di Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,5%). A livello tendenziale invece i maggiori tassi di crescita interessano l’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,4%), i Trasporti (+7%) e le Bevande alcoliche e tabacchi (+6,3%). Quello più contenuto riguarda i Servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%). I prezzi di Ricreazione, spettacoli e cultura risultano invariati su base annua e quelli delle Comunicazioni in flessione (-0,3%).