Mentre sono fermi da metà maggio, in attesa di arrivare a un testo unificato, i lavori in Commissione Lavoro del Senato sui tre Ddl volti ad introdurre nell’ordinamento italiano la figura del caregiver familiare per riconoscere loro, dal punto di vista giuslavorista, previdenziale ed assistenziale, il lavoro svolto, in Emilia Romagna è stata emanata la prima legge regionale a sostegno dei caregiver.

Con deliberazione della giunta regionale n. 858/2017 l’Emilia Romagna ha definito le linee attuative della legge regionale n. 2 del 28 marzo 2014 “norme per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare (persona che presta volontariamente cura ed assistenza)”.

Si tratta della prima Regione italiana a dotarsi di una legge che riconosca e sostenga la figura del caregiver familiare.

Le linee attuative definiscono il caregiver familiare come:

“La persona che volontariamente, in modo gratuito e responsabile, si prende cura nell’ambito del piano assistenziale individualizzato (di seguito denominato PAI) di una persona cara consenziente, in condizioni di non autosufficienza o comunque di necessità di ausilio di lunga durata, non in grado di prendersi cura di sé”.

Viene inoltre definita l’attività dei caregiver familiare: svolge anche 7 ore al giorno di assistenza diretta e 11 ore di sorveglianza, per una media di 8-10 anni nel caso di persone anziane non autosufficienti, per tutta la vita nel caso di disabilità congenita grave.

Non mancano i riferimento ai rischi per la salute dei caregiver evidenziati da molteplici studi secondo i quali le persone che prestano rilevante attività di cura hanno il doppio di probabilità di avere problemi di salute, soprattutto per i caregiver tra i 18 e i 25 anni di età.

La legge prevede che il caregiver familiare venga formalmente identificato e coinvolto in modo attivo nel percorso di definizione, realizzazione e valutazione del progetto di vita e di cura, così come l’eventuale sostituto individuato.

Un piano individualizzato (Piano Assistenziale Individualizzato – PAI, Piano Educativo Individualizzato – PEI, Piano di cura, e ogni forma di pianificazione del percorso di presa in carico) deve contenere esplicito riferimento allo specifico contributo di cura del caregiver e alle conseguenti attività.

Tra i principali obiettivi della legge quello di garantire la continuità dell’assistenza (ospedale-territorio, territorio-ospedale, territorio-territorio) in risposta ai bisogni della persona assistita mantenendo il caregiver come parte attiva del processo.

La legge promuove quindi forme strutturate di raccordo/coordinamento trasversali e inter settoriali, col coinvolgimento e la valorizzazione del terzo settore, delle parti sociali, delle associazioni datoriali e di altri soggetti della comunità (es. centri sociali, parrocchie).

Vengono poi favoriti accordi:

  • con le rappresentanze delle compagnie assicurative per offrire dei premi agevolati in caso di polizze stipulate dal caregiver familiare a copertura di infortuni e della responsabilità civile collegati all’attività prestata; promuove intese;
  • con le associazioni datoriali per garantire una maggior flessibilità oraria che permetta di conciliare la vita lavorativa con le esigenze di cura.

I caregiver vengono inoltre sostenuti:
psicologicamente;

  • economicamente (ad esempio con un assegno di cura anziani e disabili e contributo aggiuntivo assistenti familiari);
  • mediante consulenze e contributi per l’adattamento domestico;
  • con interventi di “tutoring domiciliare”;
  • garantendoloro supporto assistenziale in caso di emergenza (es. ricovero urgente del caregiver).

La legge promuove anche un programma di aggiornamento, formazione e sensibilizzazione degli operatori sociali, socio-sanitari e sanitari della rete dei servizi, oltre alla collaborazione con l’Università per inserire la tematica del sostegno al caregiver familiare tra gli insegnamenti dei corsi di laurea per le professioni d’aiuto.

La Legge Regionale ha previsto infine l’istituzione di azioni pubbliche di sensibilizzazione a favore del Caregiver, come la “Giornata del Caregiver” promossa dalle aziende sanitarie l’ultima settimana del mese di maggio, dedicato a queste figure.

Fonte: Linee attuative legge regionale n. 2 del 28 marzo 2014 “norme per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare (persona che presta volontariamente cura ed assistenza)”.