Negli ultimi tempi si sente molto parlare di caregiver, dall’APe Social ai Ddl in materia di caregivers familiari all’esame del parlamento – S. 2048 Pagano, S. 2128 Bignami e S. 2266 sostenuto dal Partito Democratico – volti ad introdurre nel nostro ordinamento la figura del caregiver informale, con l’attribuzione di specifiche agevolazioni in materia fiscale, previdenziale e giuslavoristica.

Ma chi è esattamente il caregiver informale? Con il termine caregiver informale si intende una persona, solitamente un familiare o un amico, che assiste congiunti disabili e/o malati, a titolo gratuito e volontario.

Dunque una figura ben diversa dal caregiver formale che è rappresentato da tutte quelle persone che assistono il malato dietro il pagamento di un compenso, le classiche “badanti”.

I caregiver in Italia sono numerosissimi e troppo spesso il loro ruolo non viene riconosciuto dalla società, lo Stato infatti finora non ha riconosciuto loro alcun “merito” per il “lavoro” svolto. Esiste la legge 104/92 ma va a vantaggio solo dei caregiver con il lavoro come dipendenti, lasciando esclusi tutti gli altri.

Ultimamente però si sta cercando di fare qualcosa, dal punto di vista fiscale, previdenziale e normativo, per concedere ai caregiver alcune agevolazioni anche in favore dei cosiddetti incapienti che generosamente sacrificano parte della propria vita per assistere familiari anziani, malati o disabili.