Eni, che finora aveva anche avuto i prezzi dei carburanti controllati, ha superato la soglia del 1,6 euro al litro. E questo dato preoccupa sia glia analisti che i consumatori.

Il prezzo del carburante è altalenante da mesi, adesso, in corrispondenza del varo della manovra economica, si torna a discutere dell’incidenza dell’accise sui rincari e degli effetti sulla vita quotidiana dei consumatori.

Sicuramente occorre registrare un nuovo record per tutti i distributori Eni che hanno varcato la soglia per lo più psicologica dell’1,621 euro al litro per la verde. Il prezzo così alto pare dovuto soprattutto all’accise applicata al prezzo del greggio e dei suoi derivati sui mercati internazionali. Nel dettaglio i costi consigliati sono stati incrementati di 2,2 centesimi.

Anche il prezzo del greggio al barile è schizzato in alto sfiorando i 118 euro. Il problema è che, come sottolinea anche il presidente della Figisc – Anisa Confcommercio, i carburanti hanno dei costi in aumento. Anche nei prossimi giorni è previsto un ulteriore rincaro.

Gli analisti attribuiscono questa anomalia nei prezzi dei carburanti italiani alle scelte governative di tassare maggiormente i consumi per rifinanziare le casse dello Stato (soldi poi destinati a progetti diversi che spaziano dalla cultura all’immigrazione). Altri, invece, incolpano la proliferazione indiscriminata di pompe di benzina. Di sicuro c’è che un rincaro previsto per il primo week-end di esodo è abbastanza strano.