Non sarà un “decennio perso” come quello che ha caratterizzato il Giappone dall’inizio degli anni ’90, ma per tornare ai livelli pre-crisi l’economia mondiale avrà comunque bisogno di almeno 10 anni. A dirlo è il capo economista del Fondo monetario internazionale, Olivier Blanchard, in un’intervista pubblicata sul sito internet ungherese Portfolio.hu.

Blanchard ha aggiunto che per la risoluzione dei problemi europei la Germania dovrà accettare un maggiore livello di inflazione, proprio ciò che Berlino ha sin qui cercato di evitare con le posizioni più rigide nei confronti dei piani di uscita dalla crisi del debito. Secondo l’economista l’aggiustamento nell’Eurozona richiederà una diminuzione dell’inflazione nei Paesi meridionali più indebitati e un corrispondente aumento nelle altre nazioni, che vedrebbero così salire il tasso di crescita dei prezzi oltre il 2 per cento. Non ci sarebbe però il rischio di assistere a un fenomeno di iperinflazione come quello attraversato dalla Germania negli anni ’20. Per Blanchard le condizioni della domanda e il mandato di controllo della stabilità dei prezzi della Bce sarebbero una garanzia sufficiente

Nonostante il focus attuale sia concentrato sui problemi dell’Europa, gli Stati Uniti – ha spiegato Blanchard – devono fare fronte a un rilevante problema fiscale, e anche la Cina sta mostrando una crescita inferiore rispetto agli anni precedenti. L’economista non prevede tuttavia una frenata eccessivamente brusca (hard landing) per l’economia di Pechino.