La Grecia è in crisi e questa non è una novità ma si sostiene sempre in modo più deciso una sua uscita dall’euro con il conseguente ritorno al dracma. La moneta nazionale greca, però, sarebbe svalutata e a fronte di un primo periodo molto difficile di assestamento, poi si coglierebbero i frutti di una scelta decisiva. 

La Grecia andrà presto al voto e questo particolare dovrebbe incidere non tanto sulle condizioni dell’Eurozona, quanto piuttosto sulla liquidità dell’UE, tanto che le banche centrali sono pronte ad intervenire direttamente in modo congiunto.

Quello che preoccupa maggiormente i cittadini greci, comunque, è andare incontro ad un periodo molto duro, in cui i capitali risparmiati in questi anni potrebbero volatilizzarsi in nome di un necessario ritorno alla moneta nazionale.

Per questo molti cittadini hanno iniziato a portare all’estero i loro piccoli capitali. Dall’ottobre del 2009 sono stati prelevati circa 72 miliardi di euro dai conti greci e si è arrivati a giugno ad avere 800 milioni di euro prelevati al giorno.

Siccome la dracma, partendo da un cambio 1 a 1 con l’euro potrebbe essere poi svalutata per percentuali che variano dal 40 all’80 per cento, i greci vogliono avere euro da parte e non moneta  locale. E la destinazione di questi soldi greci, un po’ come anche i risparmi spagnoli, sembrano essere i titoli finanziari dei paesi considerati maggiormente stabili.