Ieri abbiamo parlato delle obbligazioni subordinate. Quanti tipi ne esistono? Le più rischiose sono le obbligazioni Tier I perché la società che li emette può non pagare la cedola se nell’esercizio non ha realizzato dividendi. E poi in caso di liquidazione i possessori di questi titoli vengono pagati prima dei soli detentori di azioni ordinarie e di risparmio (ma dopo tutti gli altri crediti). Sono la tipologia di obbligazione più vicina alle azioni.

Le obbligazioni Upper Tier II sono il gradino successivo. Hanno una durata minima di 10 anni e non prevedono la cancellazione delle cedole, ma solo la sospensione. Le cedole non pagate dovranno comunque essere versate nel primo anno di utile. In caso di liquidazione vengono rimborsate prima delle obbligazioni Tier I. Il passaggio successivo è rappresentato dalle obbligazioni Lower Tier II. Hanno anche in questo caso una durata decennale e le sue cedole possono essere bloccate solo se l’aziende si trova in una grave situazione di insolvenza.

L’ultimo scalino è occupato dalle obbligazioni Lower Tier II, sono le più privilegiate all’interno della categoria delle obbligazioni subordinate. Hanno scadenza breve, di solito dai 2 ai 4 anni e una remunerazione sul livello di quella prevista per le obbligazioni lower Tier II. Nel caso di perdite l’emittente non potrà utilizzare questi titoli per fare fronte alle perdite stesse.

photo credit: Toronto Public Library Special Collections via photopin cc