Per chi investe bisogna sempre tenere bene a mente un concetto: Il rischio è correlato al rendimento, per cui si parla spesso di relazione rischio /rendimento. Cosa significa? Se vogliamo ottenere un maggior guadagno dobbiamo sostenere più rischi. E spesso l’investitore non è in grado di valutare i rischi se non quando è già troppo tardi – chiedete ai possessori delle obbligazioni o di titoli della Lehman Brothers.

Quando dobbiamo stabilire le nostre strategie di investimento dobbiamo avere bene in mente soprattutto i rischi che corriamo, perché il nostro obiettivo deve essere quello di aumentare i capitali a nostra disposizione di un tasso limitato per molti anni. La sottovalutazione del rischio può riguardare tutti, anche i grandi geni. E quando ci si accorge degli errori fatti, quasi sempre è troppo tardi.

Per chi non è ancora convinto di quello che sto scrivendo, eccovi un esempio significativo. Nella primavera del 1720, Sir Isaac Newtoon, uno dei più grandi scienziati dela storia dell’umanità, decise di cedere la propria partecipazione nella South Sea Company – una delle tante bolle finanziarie della storia occidentale -, incassando 7.000 sterline. Aveva portato a casa un guadagno del 100% – che oggi corrisponderebbe a qualche milione di sterline.

Lo scienziato inglese era convinto che il prezzo dell’azione fosse troppo elevato, gonfiato dalla “follia della gente”. Ma nonostante tutto a quotazione del titolo continuava a crescere. E così nell’estate dello stesso anno decise di ritornare ad investire pesantemente nella compagnia – per l’equivalente di ventimila sterline. Era il momento di picco del mercato. Pochi mesi dopo la bolla scoppiò e  Newton perse tutto. Chi lo ha conosciuto raccontò che anche se lo scienziato era l’uomo più imperturbabile del mondo, non volle più sentire pronunciare le parole “South Sea” in sua presenza. Come vi avevo detto, l’intelligenza non rappresentava dunque una protezione sufficiente.

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