Da cosa iniziare a fare planning finanziario? Facile. Secondo i rapporti del Censis, più o meno il 70% degli italiani non fa nulla per garantirsi una vecchiaia serena preoccupandosi della pensione. Il vecchio sistema retributivo aveva il pregio della prevedibilità delle prestazioni, mentre il sistema contributivo introduce una serie di problematiche, legate alla necessità di stimare alcune variabili necessarie al calcolo, quali il Prodotto Interno Lordo, inflazione attesa…

Il risultato finale è che con il sistema retributivo, un soggetto con 40 anni di contribuzione accreditata ottiene una pensione pari all’80% della retribuzione, mentre con il sistema contributivo si stima che la pensione dovrebbe essere pari al 55-65% dell’ultimo stipendio.

Secondo una ricerca Natixis Global Asset Management – è una società di gestione internazionale -, solo il 15% dei lavoratori potrà contare su entrate adeguate alle sue necessità quando andrà in pensione. Un valore in linea con quanto ha rilevato una indagine campionaria di Mefop sulle attese relative alle pensioni dei lavoratori italiani.

Al di là delle stime, appare evidente che le generazioni più giovani debbano pensare a come integrare la pensione. La soluzione che viene ripetuta come un mantra da “esperti” e mass-media è quella di ricorrere al “secondo pilastro”, ovvero alla previdenza complementare.
Al di là del ricorso o meno ad un fondo pensione complementare, è comunque necessario aumentare il proprio risparmio, cercando di evitare una sovrastima dei redditi che potranno essere percepiti durante il periodo lavorativo, o una sottostima dei rischi insiti nei vari sistemi pensionistici.

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