L’Imu fa ancora discutere e la sua abolizione non sembra durerà per sempre.
Se per il segretario della Cgil, Susanna Camusso, intervenuta nel merito della Legge di Stabilità (“non da risposte necessarie al Paese”), “l’unica cosa seria sarebbe rimettere l’Imu”, per il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, la cancellazione della tassa sulla prima casa è solo un provvedimento temporaneo, dettato dalla particolare congiuntura economica che sta soffocando la propensione ai consumi degli italiani, non essendo immaginabile uno Stato che possa fare a meno in tronco del gettito di un’imposta sull’abitazione di proprietà.
Intanto la Cgia di Mestre solleva forti dubbi sulla copertura della prima rata Imu, paventando un probabile scenario di rincari delle bollette di luce e gas e acconti fiscali delle imprese al fine di assicurare il miliardo e mezzo di copertura stabilito dalla Legge di Stabilità, mentre i Caf denunciano la confusione creata dalla cancellazione (parziale) della seconda rata a ridosso delle scadenze e i dubbi che la norma ha introdotto nel calcolo delle somme da pagare entro il 16 gennaio 2014.

La copertura della prima rata Imu è seriamente a rischio e cittadini e imprese dovranno aspettarsi un ulteriore aumento del peso fiscale, se nelle casse dello Stato al 30 novembre (sabato scorso) non sono stati versati 925 milioni di euro di maggiori entrate Iva dalle imprese a seguito del pagamento dei debiti da parte della Pubblica amministrazione e 600 milioni dalla sanatoria stabilita per i concessionari di giochi.
È quanto rileva la Cgia di Mestre, ricordando che il decreto di cancellazione della prima rata Imu sulla prima casa farà scattare la “clausola di salvaguardia”: per colmare la parte di gettito non incassata, il Governo potrà decretare d’urgenza un aumento degli acconti Ires e Irap per le imprese e delle accise su gas, energia elettrica e alcolici per i cittadini in generale.

Il rischio che ciò avvenga, ha sottolineato l’associazione mestrina, è “molto elevato”, poiché a fronte delle risorse stanziate dal Governo per consentire alla Pubblica amministrazione di saldare i debiti con le imprese private (solo di recente altri 7,2 miliardi), il ministero dell’Economia venerdì scorso, 29 novembre, ha certificato che ne sono stati versati circa 2 miliardi, solo il 28% del totale: una percentuale che rende davvero astratto l’obiettivo dei 925 milioni di incasso Iva stimato dallo stesso ministero.
A questo va aggiunto, spiega la Cgia, che la sanatoria per i concessionari dei giochi, secondo quando riportato dalla stampa in questi giorni, avrebbe garantito all’Erario poco oltre la metà del gettito previsto (600 milioni di euro).
In pratica, rileva l’analisi, l’obiettivo dello Stato di incassare 1,525 miliardi di euro grazie all’Iva derivante dal pagamento dei debiti della Pa alle imprese e alla sanatoria sembra davvero improbabile e all’orizzonte non si vedono altre vie che un ulteriore rincaro delle tasse: uno scenario che il Governo, secondo il segretario Giuseppe Bortolussi, dovrà scongiurare al più presto possibile, evitando così al contribuente italiano un’ennesima beffa fiscale.

E come se non bastasse, un nuovo allarme Imu arriva dai Caf e riguarda il calcolo della seconda rata.
Il decreto legge che cancella, parzialmente, il versamento Imu di dicembre sulle abitazioni principali –  si legge in un comunicato di Unimpresa, che fa capo a circa 900 Centri di assistenza fiscale distribuiti in tutto il territorio nazionale – è giunto a ridosso delle scadenze e la confusione generata dalla norma che permette ai Comuni di far pagare l’aumento dell’imposta rispetto all’aliquota ordinaria stabilito nel 2012 e nel 2013 rende molto probabili “errori nella determinazione degli importi da pagare entro il 16 gennaio”.
Si prospettano così, secondo Unimpresa, tantissimi contenziosi tra contribuenti e Pubblica amministrazione.