Il canone Rai in bolletta è stato introdotto dall’ultima legge di Stabilità. La prima novità legata a questa nuovo norma la possiamo osservare in questi giorni: non riceviamo più il bollettino per pagare l’abbonamento alla televisione pubblica. Qualcuno potrebbe pensare che sia stato compiuto qualche errore, ma non è così. Il canone non è stato cancellato. Anche il governo Renzi lo ha ridotto – nel 2016 la somma da pagare è scesa da 113,50 a 100 euro -, il balzello probabilmente più odiato da pagare, esiste ancora. Cambia solo il modo in cui verrà pagato, con il canone Rai in bolletta. La novità creerà più di un problema relativo alla sua applicazione. Uno degli interrogativi più ricorrenti riguarda i possessori di seconda casa. Anche se hanno una televisione in tutti gli immobili in loro possesso devono pagare il canone solo una volta per gli apparecchi Tv detenuti solo nella propria residenza.

L’obbligo di pagamento non viene meno se risiediamo in un paese estero – sempre che siano presenti apparecchi televisivi all’interno dell’abitazione situata in Italia. Un altro caso particolare riguarda gli inquilini in affitto. Se nell’appartamento in locazione è presente un apparecchio televisivo bisogna pagare il canone – anche se la televisione non è di sua proprietà. L’affittuario infatti è il detentore dell’apparecchio secondo la definizione data dalla legge.

Un’ultima annotazione: come abbiamo già scritto, l’obbligo di pagare deriva dalla detenzione di uno o più apparecchi adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive, per cui anche chi non guarda mai la televisione pubblica, ma solo quelle private o straniere, deve pagare il canone Rai in bolletta.