La legge di Stabilità ha introdotto il canone Rai in bolletta. L’importo è stato ridotto da 113,5 a 100 euro. La cifra verrà addebitata a rate nelle bollette della luce relative ai mesi da gennaio ad ottobre (10 euro al mese) – e per questa ragione non riceveremo più il bollettino per pagare il canone. Per il 2016 verranno addebitati 70 euro nella bolletta relativi al mese di luglio – e ci saranno da pagare dieci euro al mese in agosto, settembre ed ottobre. Il canone deve essere pagato “da  chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo” relativamente alla casa di residenza sia essa di proprietà o in affitto.

Ciò significa che devo pagare il canone anche se non guardo mai la Rai. Tale obbligo resta anche se ho la residenza in un paese estero - a condizione che disponga anche di un’abitazione in Italia all’interno della quale ci sia un apparecchio televisivo -, o se uso il televisore solo come monitor per il computer o per vedere videocassette. Il canone è da pagare solo una volta per la televisioni/le televisioni detenuta/detenute nella propria residenza. Non c’è niente da pagare per un’eventuale seconda casa.

Se avete un’utenza elettrica ma non avete un televisore potete evitare il versamento automatico del canone in bolletta con un’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino, Ufficio Territoriale di Torino 1, Sportello S.A.T., C.P. 22, 10121 Torino (To), Indirizzo pec: cp22.sat@postacertificata.rai.it (solo da PEC). Fino ad ora non sono ancora state definite le modalità di tale comunicazione, che comunque dovrà essere inviata ogni anno. Dovete fare attenzione, in caso di domiciliazione bancaria del pagamento della bolletta elettrica verrà addebitata anche la quota di canone Rai. Non è più prevista dalla legge la disdetta per suggellamento.

Non dobbiamo pagare il canone se nella nostra residenza abbiamo solo radio – l’esenzione per questo apparecchio è arrivata nel 1998, grazie alla legge 449/1997 (articolo 24, comma 14) – o computer che non abbiano un sintonizzatore tv. Il pc non sono assoggettabili al canone se consentono l’ascolto o la visione dei programmi radiotelevisivi via internet. Allo stesso modo non sono tenuti a pagare i contribuenti di età pari o superiore a 75 anni con un reddito proprio e del coniuge che non supera complessivamente 6.713,98 euro all’anno. Una parte delle maggiori entrate del canone dovrebbe essere destinata, dal 2016 al 2018, a innalzare la soglia di esenzione ad 8.000 euro.

Per ottenere tale esenzione è necessario ogni anno presentare il modulo di dichiarazione sostitutiva (ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445) che può essere scaricato dal sito Internet dell’Agenzia delle Entrate. Altri casi di esenzione riguardano gli agenti diplomatici e consolari stranieri accreditati in Italia – sono esonerati dall’obbligo di pagare il canone Rai se nel paese da loro rappresentato i nostri rappresentanti diplomatici ivi accreditati godano di uguale trattamento -, ed i militari di cittadinanza straniera appartenenti alle forze armate della Nato di stanza in Italia – che possono ottenere l’esonero dal pagamento del canone scrivendo al S.A.T., ed allegando la dichiarazione del Comando da cui dipende l’interessato o l’autocertificazione attestante l’appartenenza alle Forze armate della NATO.

Per quanto riguarda le Forze Armate italiane, l’esenzione è prevista solo gli Ospedali militari, le Case del soldato e le Sale convegno dei militari delle Forze armate. La detenzione del televisore all’interno di un alloggio privato, anche se situato dentro le strutture militari, non esonera dal pagamento del canone Rai. Esenzioni per Rivenditori e riparatori TV

A seguito della risoluzione della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate n. 2003/79447 del 29 luglio 2003, sono esonerate dal pagamento del canone le imprese che esercitano l’attività’ di riparazione o commercializzazione di apparecchiature di ricezione radio televisiva. Per regolarizzare la propria posizione la Rai ha provveduto nell’anno 2003 ad inviare agli interessati un questionario da compilare e restituire alla sede Rai di competenza.