Il dado è tratto, il governo Renzi ha deciso di mettere il canone Rai in bolletta – ci vorrà comunque l’approvazione del Parlamento. L’importo da pagare verrà frazionato in sei rate, e l’importo verrà ridotto a 100 euro l’anno prossimo e a 95 euro nel 2017 – se la misura contribuirà a ridurre l’evasione della tassa.

Il premier ha commentato la misura così: “Se non lo pagavi, non ti va bene. Ma se lo pagavi, paghi meno“. Restano però molti dubbi sulla misura, a cominciare da chi, anche se ha luce in casa, non ha un televisore. Bisogna poi considerare chi ha più case e quindi più utenze elettriche, o ancora le utenze intestate ad imprese. Per questi ultimi il governo dovrebbe riuscire a risolvere i problemi stabilendo che a pagare il canone saranno solo le prime case, ovvero le utenze residenziali domestiche – conosciute dalle compagnie elettriche.

Chi non ha un televisore in casa invece dovrà aspettare il decreto del Ministero dello Sviluppo che dovrebbe essere emanato entro 45 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità – ovvero entro metà febbraio. Potrebbe specificare quali apparecchi siano “atti o adattabili” alla ricezione delle trasmissioni televisive, e quindi far pagare il canone anche a chi ha in casa un tablet o un computer.

La necessità di un decreto per l’applicazione di tale misura potrebbe far slittare l’entrate in vigore di tale nuove modalità di raccolta del canone al 2017. Anche perché ci sono da risolvere dei problemi non banali legati alla riscossione ed al riversamento all’erario di tale tassa da parte degli operatori elettrici, che per tale attività e gestione di denaro, potrebbero volere la loro parte.

L’unico dubbio che per ora il governo Renzi ha fugato riguarda chi non pagherà il canone Rai in bolletta: in questi casi non sarà previsto il distacco della luce, ma solo una segnalazione all’Agenzia delle Entrate.