Il governo Renzi vorrebbe applicare questa misura dal prossimo anno. Quanto ci verrebbe a costare? Secondo una simulazione fatta da I-comIstituto per la competitività – questa mossa provocherebbe aumenti della bolletta per una percentuale compresa tra il 13 ed il 26%. L’aumento di costi del 13-15% riguarderebbe il consumatore medio, mentre una famiglia con consumi contenuti – 1.500 kwh annui – dovrebbe sopportare un aumento del 26%.

Come giustamente rileva Stefano da Empoli, Presidente di I-Com, questa scelta arriverebbe  ”proprio nel momento in cui il Governo vuole portare a termine la liberalizzazione del mercato energetico rimuovendo alcuni importanti ostacoli, l’aumento del peso delle componenti non energetiche sulla bolletta dei consumatori domestici e industriali rischia di ipotecare gran parte degli sforzi fatti finora e che si intende realizzare nel futuro prossimo. Tanto più in un periodo caratterizzato da una domanda in forte calo e da avversità economiche che accomunano imprese e consumatori. Attenzione dunque ad aggiungere ulteriori pesi impropri su un mercato che sta vivendo un momento molto delicato“.

Mentre il presidente di I-Com evidenzia le problematiche dell’aumento dei costi della bolletta per le famiglie in difficoltà, il presidente di AIGET – Michele Governatori – evidenzia un altro aspetto negativo connesso a questa scelta “Perché chi vende energia deve assolvere al ruolo di esattore, a tutto campo, per il Fisco? Che attinenza ha il canone televisivo con l’energia? Come può il consumatore comprendere il servizio che sta pagando in bolletta (ed eventualmente valutare un cambio di operatore), se il conto include componenti estranee alla prestazione ricevuta?”. E aggiunge poi “Crediamo che queste domande meritino una risposta, se miriamo a far funzionare al meglio la liberalizzazione. Il tema, da un altro punto di vista, riguarda anche la trasparenza istituzionale: le forme di redistribuzione ai fini di politica industriale e di welfare dovrebbero rimanere nella fiscalità generale senza interessare le bollette, come ha scritto la Commissione UE nella sua recente comunicazione sul mercato unico energetico“. Difficile non essere d’accordo con il suo punto di vista.