Fa discutere il monito della Corte dei Conti sulla gestione delle finanze da parte della Rai.
Nella ‘Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Rai Spa per gli esercizi 2011 e 2012′, la magistratura contabile, dopo aver esortato l’azienda radiotelevisiva dello Stato ad eliminare sprechi ed inefficienze, ha infatti chiesto anche un aumento del canone, scatenando l’immediata reazione delle associazioni dei consumatori.
Per la Corte il canone Rai dovrebbe essere commisurato ai costi sostenuti dall’azienda.

Per Abusdef, quella della Corte dei Conti “è una richiesta indecente che esula dai compiti della magistratura contabile”.
“I giudici – ha incalzato il presidente Elio Lannutti – non si devono permettere di prendere una posizione del genere, non vorrei che questa cosa possa essere oggetto di qualche scambio”.
“Già si tratta di una tassa iniqua che finanzia programmi diseducativi – ha continuato Lannutti -, inoltre ci sono 7-8 milioni di persone che pagano. Eppure continuiamo a prendercela con quelli che già pagano per finanziare i menestrelli preferiti dal potere, da Fazio a Littizzetto che vengono pagati dalla Rai due volte, per un programma e per il Festival”.
Sulla stessa linea Codacons, protagonista lo scorso anno di un dettagliato esposto sugli sprechi della Rai: “prima di qualsiasi mossa in questa direzione chiediamo che la Rai renda pubblici i compensi di Fazio e Littizzetto per il festival di Sanremo: non è possibile che non si possa sapere nulla”.
Federconsumatori spinge più sulle inefficienze dell’azienda, a tutto danno dei consumatori onesti.
“Il canone va pagato, tra l’altro non è neppure tra i più cari d’Europa – ha chiarito l’associazione -, e va fatto pagare tutti. Ma in questo caso di parla di una tassa che ha un tasso di evasione superiore al 50% e nessuno si impegna abbastanza per recuperare il sommerso”.
Federconsumatori, tuttavia, non chiude ad un eventuale aumento della tassa Tv, “a patto che prima la Rai si metta a lavorare sul taglio delle inefficienze. Ci sono trasmissioni che potrebbero costare 3mila euro, invece vengono pagate 30mila euro. Possiamo parlare di un aumento dell’imposta, ma prima il direttore Gubitosi deve fare operazioni concrete sul taglio dei costi, non solo d’immagine”.

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