Quanta gente non paga il canone? Secondo la presidente della Rai Anna Maria Tarantola “in Italia l’evasione del canone è stimata al 27% circa. Dato enormemente superiore alla media europea che si stima intorno al 9 per cento“. Come mai avviene tutto questo? Per una volta arriva qualche ammissione di colpa da un uomo Rai: “dobbiamo tornare alla missione e dimostrare che in virtù di questa missione, il Servizio Pubblico dà a coloro che pagano il canone qualcosa di più e di diverso rispetto alle TV commerciali gratuite o pay che siano“. Ma comunque la Tarantola se deve scegliere una tra tutte le cause, sceglie “il sistema di riscossione non efficace”.

Da anni ormai, le concessionarie del servizio pubblico radiotelevisivo dell’Unione Europea devono tenere una contabilità separata di tre distinti aggregati contabili: l’aggregato di servizio pubblico, quello commerciale ed infine i servizi tecnici.  Tutto questo dovrebbe servire a determinare i costi sostenuti per la realizzazione del Contratto di Servizio. Secondo questa contabilità, nella Rai, dal 2005 ad oggi, i costi per il servizio pubblico hanno superato le entrate da canone per oltre 2,3 miliardi di euro.

Tutto questo per dire che il governo Renzi deve intervenire. In che modo è facile immaginarlo: aumentando i trasferimenti statali, oppure trovando nuove forme per far pagare il canone da chi oggi non lo fa. Da rilevare infine che secondo la presidentessa Rai “il sistema duale non ha avuto successo anche perché non sono risultati chiaramente definiti i ruoli del Consiglio di Sorveglianza e del Consiglio di Gestione: sovrapposizioni e aree grigie determinano incertezze gestionali”. Su questo come su altri temi ci vorrebbe “la riforma della governance Rai” che “deve discendere dal Parlamento. Più che un ddl del governo, servirebbe un’iniziativa parlamentare“.

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