Come sempre in questo periodo, in Rete impazzano delle vere e proprie bufale sull’illegittimità del canone Rai.
Alcune tirano in ballo addirittura una sentenza della Corte europea dei diritti umani, che si sarebbe espressa in tali termini negli ultimi giorni del 2013.
Una notizia priva di fondamento, ha precisato l’Agenzia delle entrate, ricordando che la richiamata Corte ha affermato la piena legittimità della riscossione della tanto indigesta tassa Tv con una decisione del 2009.
Chi possiede un apparecchio in grado di ricevere programmi radiotelevisivi, o adattabile alla ricezione, è tenuto dunque al pagamento del canone Rai entro il prossimo 31 gennaio: l’unica via per chiudere con la tassa Tv è quella di disfarsi del mezzo e disdire l’abbonamento con la Rai.

Come disdire l’abbonamento. Se le procedure per pagare il canone Rai sono particolarmente semplici, non si può dire altrettanto per presentare disdetta dell’abbonamento.
L’abbonato che decide di disdire il pagamento del canone Rai deve innanzitutto accertarsi di aver pagato la tassa per intero per l’anno in corso e di non aver ratei arretrati con lo Sportello abbonamenti Tv (SAT), per poi cedere entro il 31 dicembre tutti gli apparecchi in suo possesso, comunicando con esattezza le generalità e l’indirizzo del nuovo possessore, o comunicare di non essere più in possesso di alcun apparecchio per furto, incendio o guasto.
Per esercitare tale facoltà sarà sufficiente compilare la cartolina D (o B) allegata al libretto di abbonamento Tv ed inviarla a mezzo Raccomandata A/R (senza busta) entro il 31 dicembre, o il 30 giugno se pagato il primo semestre.
In quest’ultimo caso, la disdetta esonera dal pagamento del canone Rai fin dal primo luglio (semestrale).
Il pagamento trimestrale, allo stesso tempo, essendo una rata di quello semestrale, non dispensa dal pagamento di almeno un intero semestre, mentre se l’abbonato ha già corrisposto l’intera annualità, non può richiedere alcun rimborso.
Il SAT, ricevuta la raccomandata, invierà all’abbonato un modello di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che dovrà essere da questi compilato, firmato e restituito per il perfezionamento della richiesta di annullamento.

Il suggellamento. Se l’abbonato Rai vuole sciogliere il rapporto senza cedere l’apparecchio Tv a terzi deve presentare richiesta entro il 31 dicembre e chiedere il suo suggellamento (chiusura attraverso apposita strumentazione da parte di organi abilitati) sulla base dell’art. 10 RDL 21/2/1938 n° 246.
La disdetta con richiesta di suggellamento dell’apparecchio televisivo inoltrata entro il 31 dicembre dispensa dal pagamento del canone Rai dal primo gennaio dell’anno successivo. Per questo tipo di operazione occorre effettuare un vaglia da 5,16 euro per ogni apparecchio a favore del SAT.

Miti e leggende da sfatare. Se in casa non c’è la Tv, ma la sola radio, ha ricordato nel week-end Altroconsumo, la tassa non è dovuta. Stesso accade se si possiede un pc, tablet o smartphone, per quanto con essi sia possibile vedere i canali televisivi (Rai) tramite internet.
Se la Tv è in una seconda casa, ha sottolineato Pietro Vitelli, responsabile Altroconsumo Calabria, il canone non raddoppia poiché l’abbonamento in vigore per l’abitazione principale consente di possedere anche altri apparecchi, senza dover sborsare sovrapprezzi.
L’associazione ricorda inoltre che in caso di trasferimento in una casa di riposo, è possibile chiedere l’annullamento del canone inviando una comunicazione nella quale siano indicati i dati della struttura ricettizia e la data di inizio della degenza.

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