Non tutti sanno che chi ha almeno 75 anni e lo scorso anno ha percepito un reddito familiare complessivo (sommato a quello del coniuge) non superiore a 6.713,98 euro (euro 516,46 per tredici mensilità), è esonerato, dall’ormai lontano 2008, dal pagamento del canone Rai dovuto per la Tv nell’abitazione in cui è residente.
La norma è stata introdotta nel dicembre 2007 e i requisiti e le modalità per usufruirne sono specificate sul sito dell’Agenzia delle entrate e della Rai.
I pensionati che percepiscono un reddito inferiore a 18mila euro annui, inoltre, dal 2010 possono versare la cifra anche mediante trattenuta mensile sull’assegno previdenziale Inps.

Come richiedere l’esenzione. Il cittadino che ha diritto all’esenzione del canone Rai può compilare e inviare il modulo di richiesta rivolgendosi direttamente dagli uffici dell’Agenzia delle entrate.
Il modello è in sostanza una dichiarazione sostitutiva che certifica il possesso dei requisiti necessari per l’esenzione e ad esso va allegato un documento d’identità valido.
La richiesta, se fatta per la prima volta, va inviata entro il 30 aprile.
Se il richiedente vuole beneficiare dell’esenzione dal secondo semestre, il termine ultimo diventa il 31 luglio.
Nel caso in cui i requisiti permangono anche negli anni successivi non è più necessario produrre la richiesta, mentre se vengono meno occorre pagare il canone spontaneamente.
Coloro che durante l’anno attivano l’abbonamento Rai per la prima volta, infine, devono produrre la richiesta di esenzione entro 60 giorni dalla data in cui scatta l’obbligo di pagare il canone.

Come ottenere il rimborso. Qualora il beneficiario dell’esenzione abbia versato il canone per gli anni 2008, 2009, 2010, 2011, 2012 e 2013 può chiederne il rimborso producendo l’apposito modulo disponibile online e presso gli uffici dell’Agenzia delle entrate compilato accompagnato dalla dichiarazione sostitutiva sul possesso dei requisiti richiesti per l’esonero.

Redditi da prendere in considerazione. Per quanto riguarda il computo dei redditi da prendere in considerazione per l’esonero, la legge 24 dicembre 2007, n.248, Art. 1, comma 132, specifica che “per reddito si intende la somma:
- del reddito imponibile (al netto degli oneri deducibili) risultante dalla dichiarazione dei redditi presentata per l’anno precedente; per coloro che sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione, si assume a riferimento il reddito indicato nel modello CUD;
- dei redditi soggetti ad imposta sostitutiva o ritenuta a titolo di imposta, quali, ad esempio, gli interessi maturati su depositi bancari, postali, BOT, CCT e altri titoli di Stato, nonché i proventi di quote di investimenti;
- delle retribuzioni corrisposte da enti o organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica;
- dei redditi di fonte estera non tassati in Italia”.
La stessa norma chiarisce che “sono esclusi dal calcolo:
- i redditi esenti da Irpef (ad esempio pensioni di guerra, rendite INAIL, pensioni erogate ad invalidi civili);
- il reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze;
- i trattamenti di fine rapporto e relative anticipazioni;
- altri redditi assoggettati a tassazione separata”.