Gli inglesi decideranno con un referendum se restare nell’Ue o se uscirne. Parola del premier David Cameron, che nel suo discorso all’Unione Europea sostiene con forza l’impegno della Gran Bretagna a sostegno del mercato unico europeo, ma non della moneta unica, né necessariamente della perdita della sovranità nazionale su questioni strategiche per la nazione.

 Si paragona ad uno di quegli eretici di cui, secoli dopo, si arriva a credere che non avessero tutti i torti, e afferma come l’Europa dopo la crisi debba diventare un organismo flessibile, che tenga conto delle peculiarità dei singoli stati membri invece di volerle appianare con una legislazione unica, e che sia equo sia nei confronti di chi vi si trova all’interno sia di chi si trova fuori.

 Inoltre, il premier britannico sottolinea l’ingiustizia di imporre le leggi dell’Unione Europea a milioni di cittadini che non hanno votato per rinunciare alla sovranità dei propri parlamenti ma solo per unirsi ad un mercato unico. Ecco perché, alla luce dei cambiamenti resisi necessari nell’Ue come conseguenza della crisi economica, sarà necessario consultare i cittadini britannici per far loro decidere se vorranno restare nell’Ue alle nuove condizioni o lasciarla definitivamente. Il referendum tuttavia non si terrà subito perché, sottolinea Cameron, proporlo in questo momento di transizione sarebbe dare una “falsa scelta”. Il referendum si terrà entro la metà della prossima legislatura – vale a dire intorno al 2017 – nel caso il governo conservatore sarà rieletto nel 2015.