Il Parlamento italiano si trova a fronteggiare la crisi economica del nostro paese cercando di limitare i danni degli speculatori sui titoli del Belpaese.

È chiaro che in questo gioco delle quotazioni finanziarie, hanno una parte da leone le agenzie di rating.

A loro è rivolta l’accusa della Commissione Finanze della Camera per aggiotaggio e destabilizzazione del mercato dei titoli di Stato.

Il passaggio ulteriore richiesto dal nostro Parlamento è quello di denunciare le agenzie di rating all’European Securities market authority.

La risoluzione della Commissione è stata firmata in primis da Maurizio Bernardo, capogruppo del PdL, ma ha accolto tra i firmatari esponenti di ogni compagine politica.

Ciò che si chiede oltre la denuncia, è di affidarsi all’Unione Europea per fondare un’agenzia di rating a marchio UE.

Quel che viene incriminato è la proprietà privata delle agenzie di rating. Il Parlamento del nostro paese sottolinea che spesso dietro queste agenzie in grado di determinare l’andamento dei titoli sul mercato, ci sono investitori e speculatori. Il che fa pensar che i giudizi siano pilotati da chi ha in mente una strategia finanziaria di lungo periodo.

La questione è così delicata che contro le agenzie di rating si è scatenata anche l’azione della Consob, interessata a rendere trasparenti i meccanismi di questi enti.