La sentenza della Corte Costituzionale n. 216/2015, ha dichiarato illegittimo il decreto legge 201 del 2011 con il quale era stato anticipato dal 28 febbraio 2012 al 6 dicembre 2011 il termine per il cambio delle lire in euro. Chi ha ancora in casa banconote della nostra vecchia valuta c’è tempo fino alla fine di febbraio per effettuare il cambio – come ha scritto in un comunicato dello scorso 21 gennaio Bankitalia.

Su questo tema si è espresso anche il ministero dell’Economia e delle Finanze: ha stabilito che per ottenere la conversione sia necessario dimostrare di aver presentato la richiesta di cambio tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, specificandone l’importo. Per chiarimenti e segnalazioni su questo punto è stata anche attivata una casella di posta elettronica: conversionelireeuro@bancaditalia.it.

Bankitalia ha annunciato anche che finora oggi sono state effettuate 74 operazioni di conversione delle lire in euro, per un importo complessivo di circa 564.000 euro, mentre le richieste di chiarimenti e segnalazioni sono state 2.300 – metà hanno trovato risposta. Adusbef e Federconsumatori invitano tutti quelli che hanno ancora delle lire da cambiare, ma non possono dimostrare di aver presentato la richiesta di cambio nei termini richiesti, di recarsi comunque ad uno degli sportelli della Banca Centrale con le lire da convertire, facendosi rilasciare ricevuta del diniego con motivata decisione.

Chi disporrà di questa ricevuta potrà sempre avere la possibilità di cambiare le lire in euro in un secondo tempo, ricorrendo a cause legali. Bankitalia prevede in questi casi che ”ove sussistano le condizioni di cui sopra la Banca d’Italia proporrà la stipula di specifici accordi transattivi con gli avvocati dei ricorrenti” – la citazione è della nota di fine gennaio a cui abbiamo già fatto riferimento.

Già a breve potrebbero esserci novità in merito all’interpretazione della sentenza della Corte Costituzionale da parte di Bankitalia e Mef, infatti “per altri eventuali casi il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha informato che sono in corso gli indispensabili approfondimenti giuridici e finanziari, per i quali la Banca d’Italia presterà la propria collaborazione“.