Cambiare lavoro è fondamentale per fare carriera, trovando una posizione migliore dell’attuale, ma anche per una propria crescita professionale. Ne è convinta la stragrande maggioranza di lavoratori nel mondo, intervistati da Kelly Services nel suo ultimo rapporto Kelly Global Workforce Index.

L’indagine, realizzata su 170.000 persone di 30 Paesi, di cui 4.000 in Italia, evidenzia il cambiamento di attitudine in atto tra i lavoratori, che sono sempre più propensi ad acquisire nuove esperienze e competenze attraverso il cambiamento del proprio datore di lavoro. Nel mondo, il 65% dei lavoratori è convinto che per crescere professionalmente è importante cambiare datore di lavoro, mentre il 70% ritiene che avere più datori di lavoro sia un bene per la propria crescita professionale.

Nella regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), in Norvegia, Portogallo, Italia, Svezia, Germania e Francia in particolare, più della metà degli intervistati ha dichiarato di essere alla costante ricerca di nuove alternative di lavoro, anche se soddisfatta dell’impiego attuale, mentre i lavoratori più stabili si trovano in Russia e Sud Africa.

In Italia, più della metà (60%) ha dichiarato di essere alla costante ricerca di un nuovo lavoro, nonostante sia soddisfatto della posizione che ricopre attualmente, mentre solo il 14% crede possibile un miglioramento di carriera o una promozione con l’attuale datore di lavoro. Quasi la metà degli intervistati (45%) infatti crede che il datore di lavoro non percepisca il proprio potenziale.

“I datori di lavoro devono ormai considerare che anche i lavoratori soddisfatti del proprio impiego stanno pianificando attivamente i futuri step della loro carriera e stanno valutando i vantaggi di un’esperienza lavorativa più ampia – ha commentato Stefano Giorgetti, amministratore delegato di Kelly Services Italia – Detto ciò, i datori di lavoro devono realmente valutare le possibilità di miglioramento dei propri programmi di crescita professionale e promozione dei dipendenti, al fine di rendere più appetibile, per i propri talenti, rimanere in azienda”.