Attualmente, i lavoratori per forza o per scelta hanno scelto di aprire una partita iva per lavorare, sono di fronte all’ennesima rivoluzione fiscale.

Nel Decreto Legge 98/2011, articolo 27, si parla dei contribuenti minimi e delle novità che potrebbero ridurre il parco degli aderenti a questo regime fiscale.

Finora i possessori di partita Iva che potevano aderire al regime dei minimi era circa 600 mila ma questo numero è destinato a scendere nei prossimi anni. Da gennaio 2012, infatti, cambiano le regole per far parte dei contribuenti.

Tra i vecchi requisiti dei contribuenti minimi ci sono: il non avere un reddito che supera i 30 mila euro, la residenza in Italia e la non partecipazione in altre società di persone o Srl. Tra i vantaggi fiscali, ovviamente, la possibilità di usufruire di un’imposta sostitutiva al 20%.

Con le modifiche introdotte dalla Manovra finanziaria, molti contribuenti dovranno abbandonare il regime dei minimi perché tante attività cambieranno “definizione”.

Tre le novità principali: l’imposta sostitutiva ridotta al 5% ma soltanto per chi ha intrapreso l’attività d’impresa, arte o professione dopo il 31 dicembre 2007. Imposta agevolata che sarà conservata per quattro anni successivi. L’imposta sostitutiva potrà essere estesa ma non più in là dell’anno d’imposta in cui il contribuente compie 35 anni.

Tutte le anticipazioni della riforma del regime dei minimi si potranno leggere sul sito del Sole 24 Ore.