Quella del rendimento dei Btp in calo nell’asta del 29 dicembre è una notizia che illumina una timida inversione di tendenza rispetto ai mesi scorsi quando i timori per il mercato nostrano erano davvero elevati. Durante l’asta del 29 novembre sono stati registrati dei cali nel rendimento dei titoli di stato, i Btp su cui si calcola lo spread con gli equivalente tedeschi. Il tasso dei Btp a 10 anni è stato fissato a 6,98%, quindi poco al di sotto di una soglia considerata critica.

Il record del rendimento era stato toccato a novembre quando si era assestato sul 7,56 per cento. Adesso si evidenzia un’inversione di tendenza ma questo cambiamento non è ancora deciso e il rendimento resta ancora troppo vicino alla soglia critica.

Per questo motivo lo spread risale a 522 punti base e i mercati restano sull’ottovolante. L’obiettivo dell’asta però, secondo le fonti del Ministero del Tesoro, era quello di piazzare almeno 8,5 miliardi di euro, mentre ne sono stati immessi nel mercato solo 7 miliardi.

Il calo “inatteso” delle vendite ha riguardato soprattutto i Bot semestrali e quelli a un anno, per i quali i rendimenti si sono addirittura dimezzati passando dal 6,5 al 3,2 per cento. Lo scetticismo dunque non abbandona i mercati anche se Piazza Affari chiude la prima parte di contrattazioni annullando i guadagni.