Il Governo è preoccupato dal calo delle nascite, una tendenza che in Italia prosegue a dispetto del bonus bebè e delle altre misure contro le culle vuote varate nei mesi scorsi. Per incentivare la natalità il ministro della famiglia Enrico Costa ha annunciato che il bonus bebè potrebbe essere elargito anche alle donne incinte a partire dal settimo mese di gravidanza. Si tratterebbe di un vero e proprio premio alla natalità.

Attualmente il bonus bebè viene erogato per 3 anni dalla nascita del bambino e ammonta a 80 euro. Nei mesi scorsi si era parlato di raddoppiare l’importo del bonus bebé e di ampliare la platea dei beneficiari ma a quanto pare non ci sarebbero risorse sufficienti. La misura a ogni modo, riservata per ora soltanto ai nuclei familiari con un reddito complessivo inferiore ai 25 mila euro, non sembra aver spinto le coppie italiane ad avere dei figli. Un dato che dovrebbe far riflettere il Governo sull’esistenza di altri fattori, anche sociali, che spingono sempre più italiani a scegliere di non diventare genitori.

Il ministro della famiglia, appartenente all’Ncd di Alfano, ne fa una mera questione economica e pensa a nuove misure: introdurre voucher per gli asili nido per aiutare i neogenitori a conciliare la vita familiare con il lavoro; aiuti riservati alle madri under 30; ulteriori agevolazioni fiscali tra cui IVA più bassa per i prodotti della prima infanzia. Le risorse dovrebbero essere reperite all’interno della Legge di Stabilità.

Enrico Costa incontrando la ministra socialista Laurence Rossignol ha cercato di fare tesoro della lezione francese, scoprendo che le misure più efficaci per contrastare il calo delle nascite Oltralpe hanno aderito a un unico principio non rispettato in Italia: la stabilità.
Il nuovo piano del Governo Renzi contro la denatalità verrà presentato il 13 settembre prossimo. Costa ha spiegato:

Da tempo siamo di fronte a donne che fanno figli in età sempre più avanzata e a una forte decrescita demografica. Siamo di fronte a interventi slegati tra loro che agiscono in prima battuta sul reddito e non sono per tutti. Le misure che faremo aiuteranno le giovani madri che ad esempio hanno la preoccupazione di perdere il lavoro a causa della maternità.