Ogni anno i proprietari di immobili diversi dalla prima casa, compresi imprenditori, commercianti e professionisti, o proprietari di prime case rientranti nelle categorie considerate di lusso. Ecco una lista degli accorgimenti da osservare per evitare gli errori più comuni commessi dei contribuenti nel calcolo della TASI.

Prima casa

In primo luogo premettiamo, anche se può sembrare banale, che la prima casa è una sola, dunque i benefici riservati alle abitazioni principali spettano per un solo immobile, anche nel caso di due coniugi residenti in due immobili diversi situati nello stesso Comune, o immobili contigui ma separati al Catasto.

Delibere comunali

Un’altra importante precisazione riguarda le delibere comunali: la legge stabilisce alcune detrazioni ed alcune aliquote base, lasciando la facoltà ai singoli Comuni di apportarvi delle modifiche, entro certi limiti. La prima cosa da fare è dunque controllare le delibere, sia al momento del calcolo dell’acconto TASI che in fase di saldo. Quando si versa il saldo TASI, infatti, se il Comune ha stabilito nuove aliquote di pagamento successivamente al versamento dell’acconto di giugno, è necessario effettuare un conguaglio rispetto a quanto precedentemente versato. Ricordiamo che le delibere comunali si possono consultare il sito del Dipartimento delle Finanze.

Pertinenze

Particolare attenzione va poi prestata alla questione delle pertinenze, la regola di base è che si possono conteggiare un massimo di tre pertinenze per un’abitazione principale, ciascuna accatastata in una delle seguenti categorie:

  • C2 (magazzini e locali di deposito come cantine e solai);
  • C6 (stalle e scuderie, garage);
  • C7 (tettoie chiuse o aperte).

Da sottolineare che le tre pertinenze devono appartenere a categorie catastali diverse, a meno che non siano accatastate unitamente all’abitazione principale. In più la pertinenza deve effettivamente essere collegata (fisicamente, o per utilizzo) alla prima casa.

Soglie minime

La soglia minima per il versamento della TASI dovuta per l’intero anno di riferimento è 12 euro, al di sotto di questo importo l’imposta non è dovuta.

Immobili in affitto

In caso di immobile dato in affitto, se l’inquilino lo adibisce a prima casa la TASI non è dovuta, se invece l’inquilino non ha residenza e dimora abituale nell’immobile la TASI dovuta varia tra il 10% e il 30% a seconda di quanto previsto dalla delibera comunale. In entrambi i casi l’imposta rimane dovuta da parte del proprietario dell’immobile, ma solo in relazione alla quota spettante ai proprietari di seconde case in affitto secondo quanto stabilito dalle delibere comunali.

Codici tributo

I codici tributo da utilizzare nel modello F24 per il versamento della TASI sono:

  • 3958 per abitazione principale e pertinenze;
  • 3959 per fabbricati rurali strumentali;
  • 3960 per aree fabbricabili;
  • 3961 per altri fabbricati;
  • 3962 per gli interessi;
  • 3963 per le sanzioni.

Nel caso in cui nel modello F24 venga riportato erroneamente un codice tributo sbagliato, ma l’importo versato sia corretto, è sufficiente una comunicazione all’ufficio comunale per regolarizzare la propria posizione.

Codice comunale

Diversamente è necessaria un’istanza di rettifica in caso di indicazione erronea del codice del Comune in cui è ubicato l’immobile.

Importo TASI

Se l’errore riguarda invece l’importo dovuto, è necessario ricorrere al ravvedimento operoso per sanare la propria posizione fiscale, con sanzioni ed interessi ridotti in proporzione alla tempestività con la quale si corregge l’errore.

Errori formali nell’F24

In caso di errori formali commessi nel modello F24 che però non vanno ad influenzare il pagamento del tributo, è possibile correggere l’errore inviando un’istanza all’ufficio comunale utilizzando il modello messo a disposizione dal Comune stesso.