Come ogni anno, entro i 16 dicembre andava pagato il saldo TASI, entro il 16 giugno era previsto il versamento dell’acconto, appuntamenti che hanno visto coinvolti i proprietari di prima case di lusso e di immobili diversi dalla prima abitazione, mentre erano esenti le prime case non di lusso, i terreni agricoli e gli imbullonati.

Ravvedimento operoso

Chi avesse dimenticato tale appuntamento, o avesse effettuato un versamento insufficiente, può ancora provvedere beneficiando di sanzioni ridotte grazie all’istituto del ravvedimento operoso che prevedere una mini sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo fino a 14 giorni dalla scadenza (ravvedimento sprint). Oltre i 14 giorni e fino ai 30 di ritardo, ovvero in caso di ravvedimento breve la sanatoria costa l’1,5%, dopo il 30° giorno di ritardo fino al 90° giorno (ravvedimento medio) la sanzione è pari all’1,66% dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale, successivamente e fino ad un anno la sanzione sale all’3,75%. In aggiunta bisogna sempre pagare gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale.

Calcolo TASI

Per effettuare il calcolo della TASI dovuta si deve partire dalla rendita catastale (che è possibile conoscere anche consultando il sito dell’Agenzia delle Entrate) rivalutata del 5%. L’importo ottenuto va moltiplicato per il coefficiente di ogni immobile per cui si effettuano i versamenti, il risultato va quindi moltiplicato per le aliquote deliberate da ogni singolo Comune per l’anno di riferimento (consultabili sul sito del Ministero delle Finanze).

L’aliquota ordinaria stabilita dalla legge è pari:

  • allo 0,76% per gli immobili diversi dall’abitazione principale, ma i Comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,3 punti percentuali, o fino allo 0,4% per immobili non produttivi di reddito fondiario, immobili posseduti dai soggetti passivi dell’IRES e immobili locati;
    0,4% per le abitazioni principali non esenti (categorie catastali A/1, A/8 e A/9), i Comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,2 punti percentuali.

I coefficienti sono diversificati a seconda della categoria dell’immobile:

  • 160 per i fabbricati di gruppo A (abitazioni), esclusa la categoria A/10 (uffici e studi privati), e i fabbricati di categoria C/2 (magazzini e locali di deposito) , C/6 (stalle, scuderie, rimesse ed autorimesse senza fini di lucro) e C/7 (tettoie);
  • 140 per i fabbricati di categoria da B1 a B8 (tra i quali case di cura senza fini di lucro e uffici pubblici) e i fabbricati di categoria C/3 (laboratori per arti e mestieri), C/4 (fabbricati e locali per esercizi sportivi senza fini di lucro) e C/5 stabilimenti balneari e di acque curative senza fini di lucro;
  • 80 per i fabbricati di categoria D/5 (istituti di credito, cambio e assicurazione) e A/10;
  • 65 per i fabbricati di categoria D (D5 esclusi);
  • 55 per i fabbricati di categoria C/1 (negozi e botteghe).

Va poi ricordato che la base imponibile deve essere ridotta del 50%:

  • per i fabbricati dichiarati interesse storico o artistico sulla base di un decreto di riconoscimento da parte della Sopraintendenza alle belle Arti;
  • per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni.

Nel calcolo della TASI vanno poi considerati altri fattori:

  • eventuali detrazioni stabilite dal Comune in cui è ubicato l’immobile;
  • se l’immobile è in comproprietà al 50%, bisognerà dividere a metà l’imposta annua e dividere a metà anche la detrazione decisa dal Comune;
  • il periodo di possesso (un periodo di almeno 15 giorni conta come un mese intero). Ad esempio, per calcolare l’imposta su una casa acquistata il 10 giugno bisogna considerare nove mesi di possesso pagando quindi 9/12 dell’imposta annua dovuta;
  • la riduzione al 50% della base imponibile per immobili in comodato a parenti di primo grado;
  • la riduzione del 25% della base imponibile per gli affitti a canone concordato.

Esempio di calcolo TASI

Prendiamo come esempio un immobile di classe A/10 (uffici-studi privati), ubicato nel Comune di Roma (aliquota 0,8 per mille), la cui rendita catastale sia di 480 euro, posseduto da unico proprietario per l’intero anno di riferimento. I passaggi sono i seguenti:

  • rivalutazione del 5% della rendita catastale:
    • 480 euro * 0,05 = 24 euro
    • 480 euro + 24 euro = 504 euro;
  • moltiplicare la rendita rivalutata per un coefficiente che per gli A/10 è di 80:
    • 504 euro x 80 = 40.320 euro;
  • moltiplicare la base imponibile per l’aliquota deliberata dal Comune:
    • 8 40.320 euro x 0,0008 = 32,26 euro

Quest’ultimo è l’importo della TASI dovuta per l’intero anno 2016, di cui il 50% (16 euro) doveva essere versato come acconto entro il 16 giugno 2016.

Versamento con modello F24

Il versamento della TASI deve essere effettuato mediante modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo o tramite bollettini postali in parte già precompilati da completare con i dati del contribuente e dell’immobile:

  • 3958 per abitazione principale e pertinenze;
  • 3959 per fabbricati rurali strumentali;
  • 3960 per aree fabbricabili;
  • 3961 per altri fabbricati.