Si è chiusa la telenovela sulla Tasi. Dopo un po’ di tira e molla, il governo Renzi si è deciso a concedere una proroga ai comuni che entro il 23 maggio non hanno deciso nulla su aliquote e detrazioni della nuova imposta. Per i contribuenti dei comuni che non hanno ancora stabilito nulla in tema – e solo per loro – ci sarà tempo per pagare la prima rata dell’imposta entro il 16 ottobre. Per i contribuenti delle altre città, resta la dead line del 16 giugno.

Questa volta è più complicato del solito capire quanto dovremo pagare, perché ogni comune può fare più o meno come vuole. Per questo vi consiglio di rivolgervi ad un professionista abilitato. Se preferite il fai da te potete ricorrere ai calcolatori online o farvi da soli i calcoli. Il primo passaggio è quello di trovare la rendita catastale del vostro immobile.

Il dato in genere si trova sull’atto di proprietà dell’immobile – e in alternativa si può ricorre al servizio di visure catastali dell’Agenzia delle Entrate. Per semplicità di calcolo supponiamo che la rendita catastale sia di 1.000 euro. Questo valore deve essere rivalutato del 5% (e quindi 1.000 euro x 0,05=50 euro, rendita rivalutata 1.050 euro), e moltiplicato per un coefficente che porta a determinare la base imponibile (questo valore è ad esempio pari a 160 nelle abitazioni civili).

Nell’esempio il valore della base imponibile sarà 1.050 euro x 160 = 168.000 euro. L’importo da pagare arriverà dal prodotto tra tale base imponibile e l’aliquota decisa dal Comune (che dovrebbe essere fissata nella maggior parte dei casi tra il 2,5 ed il 3,3 per mille). Nel caso più favorevole al contribuente, l’aliquota è dell’1 per mille, e nel caso in esame produrrebbe un’imposta di 168 euro (168.000 euro x 0,001 = 168 euro).

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