Il calcio, in queste settimane, soprattutto in Italia, è sotto la lente d’ingrandimento. In realtà è un po’ merito del premier Monti che valutando gli effetti del calcio scommesse, ha proposto una chiusura triennale del calcio. Peccato che sia uno dei settori più produttivi del nostro paese. 

Chiudere il calcio, in Italia, vorrebbe dire rinunciare a più di 1,55 miliardi di euro. Questa infatti è la cifra dei ricavi della serie A italiana, in crescita rispetto alla stagione 2010/2011 dell’1 per cento. Il business che stiamo descrivendo è “simile” in tutta Europa. Lo racconta Deloitte.

La società di consulenza ha appena mandato in stampa il suo Annual Review of Football Finance 2012 con cui ha analizzato le performance economiche del campionato italiano, ma anche di quello spagnolo, tedesco, inglese e francese.

Nell’ultima stagione, quella 2011/2012, fino ad ora, il calcio ha fatto girare 8,6 miliardi di euro di ricavi. Nonostante la crisi si parla di un incremento del 2 per cento rispetto alla stagione precedente.

L’Italia – caso analizzato in apertura – resta al quarto posto quanto a ricavi. La segue soltanto la liga francese, unica con il segno negativo sui ricavi, -3%.

La nostra serie A è invece preceduta dalla Liga inglese che, forte anche del valore della sterlina, ha incassato 2,5 miliardi di euro (+12%); a seguire la Bundesliga tedesca e al terzo posto la liga spagnola dove Real Madrid e Barcellona hanno generato più ricavi di tutta la serie messa insieme.